Giovedi, 19 Ottobre 2017

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In Crescita il Reddito Delle Famiglie, ma Cala la Propensione al Risparmio e il Potere d'Acquisto


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L'Istat ha pubblicato i dati relativi ai redditi, alle propensione al risparmio delle famiglie ed ai profitti delle società, riguardanti il 2010.
Durante l’anno in questione la propensione al risparmio delle famiglie, ovvero il rapporto tra risparmio lordo ed il loro reddito si è attestata al 12,1%, facendo così registrare una diminuzione del -1,3% rispetto all’anno precedente.
Il picco si è registrato nel quarto trimestre del 2010, quando la propensione al risparmio delle famiglie ha fatto registrare una diminuzione, rispetto al medesimo trimestre dell’anno 2009, dello 0,8%, ma un aumento di mezzo punto percentuale rispetto al trimestre precedente, attestandosi al 12,4%.
Sul fronte del reddito disponibile l'Istat certifica un aumento dello 0,9% rispetto al dato del 2009, grazie soprattutto alla crescita nell’ultimo trimestre del 2010 che si attestata al +1,4% rispetto al trimestre precedente. La spesa per consumi è salita invece del 2,5% in media su base annua e dello 0,8% nel solo quarto trimestre.
Risulta tuttavia in calo il potere d’acquisto delle famiglie italiane, ovvero il reddito disponibile in termini reali, che nel 2010 è diminuito dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Anche se va detto che nel quarto trimestre dell'anno il potere d'acquisto ha registrato un incremento dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti, tornando sui livelli di fine 2009.
Per quanto riguarda invece il tasso di investimento delle famiglie, ovvero la percentuale di reddito destinata a forme di investimenti fissi lordi, quali acquisti di abitazioni ed investimenti strumentali delle piccole imprese classificate nel settore, il dato relativo al 2010 è stato dell’8,9%, superiore dello 0,2% rispetto al 2009.
A crescere, se pure di poco, sono anche le quote di profitto delle società non finanziarie, intese come rapporto tra il risultato lordo di gestione e il valore aggiunto lordo a prezzi base: nel 2010 la percentuale registrata è del 41,5%, ovvero +0,5% rispetto al 2009. Il risultato lordo di gestione ha registrato una crescita del 3,2%, superiore a quella del valore aggiunto (+1,8%). 


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Nell'ultimo trimestre dell'anno la quota di profitto è stata pari al 42,2%, in leggerissimo aumento ( 0,2 punti percentuali) rispetto al trimestre precedente, per effetto della crescita del risultato lordo di gestione (+1,5%) superiore a quella del valore aggiunto (+1,1%).
Più importante è la crescita che riguarda i tassi di investimento delle società non finanziarie, ovvero il rapporto tra gli investimenti fissi lordi ed il valore aggiunto lordo ai prezzi base, con la percentuale relativa al 2010 è pari al 23,8%, ovvero +1,5% rispetto all’anno precedente.
Insomma, i dati Istat sono moderatamente positivi per le famiglie italiane e le società non finanziarie, anche se pesa la diminuzione del potere d’acquisto dei nuclei familiari.

 

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