Sabato, 18 Agosto 2018

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CON LO SBLOCCO DELLE ADDIZIONALI COMUNALI POSSIBILI AUMENTI DI 52 EURO ANNUI A CITTADINO


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Nei giorni scorsi abbiamo presentato lo studio della Cgia di Mestre, secondo cui se tutti i comuni portassero l'addizionale comunale Irpef all'aliquota massima prevista (0,8%), si creerebbero nuovi fondi per 2,66 miliardi di eurocreerebbero
nuovi fondi per 2,66 miliardi di euro (pagati da cittadini e imprese). Sul tema è tornata anche la Uil, secondo cui se venisse confermata la possibilità di poter alzare l'addizionale comunale Irpef, già dal 2011, si potrebbero verificare aumenti medi di 52 euro annui per contribuente per un reddito medio imponibile di 26 Mila euro.
La Uil, nelle propria elaborazione delle aliquote, ha ipotizzato un aumento medio possibile dello 0,2% per 8.072 Comuni, comprese le 113 Città capoluogo di Provincia italiane. Secondo quanto comunica l'organizzazione sindacale lo scorso anno gli Enti Locali che hanno deliberato l'Irpef locale, sono stati 6.137, per un aliquota media dello 0,35%. 653 Comuni hanno optato per l'aliquota massimo dello 0,8%, 3.912 per un’aliquota compresa tra lo 0,4% e lo 0,7%, 1.572 Comuni per un’aliquota tra lo 0,1% e lo 0,3%, mentre 1.935 non applicano l’imposta e di questi soltanto 5 Città capoluogo.
Calcolando un aumento di due decimi di punto percentuale si ottiene un'aliquota media dello 0,55%, che per i contribuenti significherebbe un esborso medio di 142 euro, contro i 90 euro del 2010, per un aumento del 57,8%. Per la Uil questo scenario sarebbe intollerabile, visto che i costi della politica nei Comuni Italiani (funzionamento di giunte, consigli e consulenze), ammontano già ad oltre 3,1 miliardi di euro, con un costo medio per contribuente di 104 euro l’anno.
Per l'organizzazione sindacale prima di introdurre ulteriori oneri per i contribuenti, i Comuni dovrebbero abbassare i costi della politica. Un taglio del 30% sarebbe, infatti, possibile senza per questo intaccare il funzionamento della democrazia nel nostro Paese. 


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Si potrebbero risparmiare ben 900 milioni di euro, rivedendo al ribasso il numero degli Assessorati e razionalizzando quello delle Commissioni Consiliari. E ancora risparmiando sui costi delle Segreterie personali degli assessori e riducendo le auto blu. A tal proposito ricordiamo che secondo uno studio dell'Istituto Bruno Leoni se il nostro Paese allineasse il numero di auto blu al livello francese si otterrebbe un risparmio tra 1,5 miliardi e i 3,3 miliardi di eurose
il nostro Paese allineasse il numero di auto blu al livello francese
si otterrebbe un risparmio tra 1,5 miliardi e i 3,3 miliardi di euro.
Si tratta, secondo la Uil di misure percorribili già da subito, senza dover aspettare Leggi e Decreti Nazionali ad hoc. Un tale risparmio permetterebbe di abbassare il carico fiscale per lavoratori e pensionati, o comunque di recuperare parte dei fondi che sono stati tagliati dalla manovra economica e dalla legge di stabilitàrecuperare
parte dei fondi che sono stati tagliati dalla  manovra economica e
dalla legge di stabilità.

[Via: Uil]

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