Lunedi, 16 Luglio 2018

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FEDERALISMO FISCALE: SECONDO IL PD MOLTI COMUNI VERRANNO PENALIZZATI, SOPRATTUTTO AL SUD


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Dopo aver riportato l'indagine della Cgia di Mestre secondo cui in Italia solo quattro regioni versano allo Stato più di quanto ricevono in termini di trasferimentiolo
quattro regioni versano allo Stato più di quanto ricevono in termini
di trasferimenti, torniamo a parlare di federalismo. L'occasione ci viene fornita da una ricerca del Partito Democratico condotta dal senatore Marco Stradiotto sulla base dei dati della Copaff (commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale). Secondo l'indagine alcuni comuni italiani sono a rischio stangata con il nuovo federalismo fiscale, in quanto la perdita di risorse per i servizi essenziali per i capoluoghi di provincia prevista dalla riforma sarà pari a 445 milioni di euro. Se i dati fossero confermati si tratterebbe di un ennesimo colpo alle casse delle autonomie locali già messe a dura prova dai tagli previsti dalla manovra economicamanovra
economica e confermati nella legge di Stabilitàlegge
di Stabilità. Ricordiamo che secondo uno studio della Cgia, nel prossimo anno i sacrifici richiesti alle Regioni saranno di 4,5 miliardi di euro, quelli ai comuni di 1,5 miliardi e quelli alle provincie di 300 milioni, per un totale complessivo di tagli per 6,3 miliardi di euro.totale
complessivo di tagli per 6,3 miliardi di euro.
Tornando allo Studio del Pd, la stima della perdita delle risorse è stata ricavata dal confronto dei trasferimenti relativi al 2010 e il calcolo totale del gettito delle imposte devolute in base al decreto attuativo sul fisco comunale: tassa di registro e tasse ipotecarie, l'Irpef sugli immobili e l'introito della cedolare secca sugli affitticedolare
secca sugli affitti. Dei 92 comuni capoluogo analizzati , 52 otterrebbero benefici dalla riforma proposta mentre altri 40 verrebbero penalizzati (molti dei quali del Sud). La conseguenza, indica lo studio, è quella che alcuni di questi Enti dovranno attingere dal fondo perequativo di riequilibrio per garantirsi le entrate necessarie a gestire i servizi.


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Nello specifico il comune capoluogo che otterrebbe maggior beneficio risulta essere Olbia, che beneficerebbe di un incremento delle entrate del 180%, seguito dal Comune di Imperia con un incremento del 122%, da Parma (+105%), Padova (+76%), Rimini (74%),; Siena (+68%) e Treviso (+58%). E ancora Milano riceverà il 34 % di risorse in più, Bologna il 40%, mentre Torino perderà il 9%, Genova il 22% e Roma circa il 10%.
Mentre il Comune più penalizzato risulterebbe essere l'Aquila con un taglio del 66% rispetto al 2010, seguito da Napoli con il 61% in meno, Messina (-59% ), Palermo e Cosenza (-55%). Va precisato che alcuni dei comuni che subiranno tagli sono quelli che attualmente ricevono trasferimenti maggiori, come ad esempio Napoli che riceve il trasferimento più alto tra i capoluoghi italiani, pari a 668 euro contro una media di 387 euro.

   


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Si Ringrazia l'utente VincepalVincepal di flickr per l'immagine



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