Sabato, 25 Novembre 2017

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IN ITALIA IL SOMMERSO SFIORA IL 18%, NEL SETTORE DEI BAR E DEGLI ALBERGHI RAGGIUNGE IL 56,8%


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Secondo l'ultimo rapporto Istat del luglio 2010, l'economia sommersa vale tra un minimo del 16,3% ed un massimo del 17,5% del Pil'economia sommersa vale tra un minimo del 16,3% ed un
massimo del 17,5% del Pil . Sul tema è tornato lo stesso istituto di statistica nel corso della nuova riunione della commissione per la riforma fiscale che si occupa di "economia non osservata e flussi finanziari", in cui sono stati identificati anche i settore, in cui il “nero” è maggiormente presente. In testa alla classifica troviamo il settore degli alberghi e pubblici esercizi, che comprende anche bar e ristoranti, dove il sommerso raggiunge il 56,8% del totale, seguito a ruota da quello dei dei servizi domestici prestati da colf e badanti che si attesta al 52,9%.
Valori di sommerso elevati si riscontrano anche nell'istruzione (30%), soprattutto per quanto riguarda il campo delle ripetizione, il settore della sanità (36,8%), quello dei trasporti (33%), in particolare per quanto riguarda i piccoli trasportatori e il commercio (32,1%). E ancora in Agricoltura il sommerso raggiunge il 31,1% (basti pensare alle operazioni di raccolta o alla vendemmia) , mentre nell'industria tocca mediamente l'11,7%.
Per quanto riguarda quest'ultimo campo, il valore massimo si registra nel settore delle costruzionI (28,4%), seguito dal tessile-abbigliamento-calzature (13,7%) e dagli alimentari (10,7%). Molto elevato è anche il sommerso nel settore dei servizi alle imprese (21,5%) sopratutto per quanto riguarda le attività di consulenza e quelle svolte in outsourching. Valori più contenuti per quanto riguarda il settore del credito e delle assicurazioni in cui il sommerso raggiunge “solamente” il 6,4%. Eludere lo sguardo del fisco è possibile ovunque, pure nei settori più impensabili, come quello dell'erogazione di servizi pubblici (elettricità, gas e acqua) dove l'indice di sommerso arriva all'1,8%.


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Va detto che la fotografia tracciata è ancora parziale, ma, rispetto al rapporto di luglio, l'Istat ha corretto la forbice del peso del sommerso in un range più ampio, che va dal 16,1% al 17,8% dell'economia. Inoltre i dati sono stati elaborati tenendo conto di «correzioni» statistiche sugli introiti, deii costi interni delle imprese, della dissimulazione dell'attività produttiva sul lavoro non regolare, e delle stime indipendenti di offerta e domanda.
Informazioni più precise, in questo senso arriveranno a fine aprile, quando saranno pronti i risultati dei quattro tavoli tecnici di lavoro per la messa a punto della riforma fiscale.


IL COMMENTO DI FIPE CONFCOMMERCIO
Il direttore generale Fipe, Edi Sommariva, ha definito come sconcertanti i dati emersi dalla commissione che sta lavorando sulla riforma fiscale, in quanto: “Se è vero che nel settore di pubblici esercizi e alberghi il lavoro nero tocca il 56,8% allora significa che sono sballati tutti i dati finora resi pubblici, a cominciare dal Pil per finire alla contabilità nazionale" . Dai dati della commissione emerge, ha proseguito Sommariva che la forza lavoro del settore è pari a circa un milione e seicentomila persone, cioè quanto la manodopera del canale horeca (hotel, ristoranti e caffè) di Francia e Spagna messe assieme. Un quadro definito “Davvero poco credibile”.

   


 

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