Martedi, 23 Gennaio 2018

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Studi di Settore: Cosa Sono, a Chi si Applicano e Quali Sono i Contribuenti Esclusi


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Gli studi di settore sono uno strumento che il Fisco utilizza per stimare i ricavi e i compensi di alcune categorie di contribuenti, quali liberi professionisti, lavoratori autonomi e imprese. Vengono elaborati tramite analisi economico – statistiche e presentano anche dei correttivi per tenere conto di eventuali periodi di crisi economica (come quello che stiamo passando). Ogni anno, prima dell'entrata in vigore dei nuovi modelli, gli studi vengono verificati e approvati dalla Commissione degli Esperti, un organismo ad hoc formato da rappresentanti dell'Agenzia delle Entrate e del Ministero dell'Economia e delle associazioni di categoria. Per il 2011 il provvedimento che approva i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore è disponibile a questo indirizzoquesto
indirizzo.
Sostanzialmente l'Amministrazione Finanziaria li utilizza per verificare la congruità e la coerenza dei contribuenti soggetti agli studi, ovvero se i compensi dichiarati (o i ricavi) risultano uguali o superiori a quelli stimanti dallo studio. Gli studi di settore, sono stati introdotti nel 1993, e via via nel tempo sono diventati sempre più precisi nel definire le caratteristiche economiche delle varie attività, ma anche decisamente più complicati. Per questo motivo viene messa a disposizione dei contribuenti un software ( Gerico) che permette in modo più agevole di gestire la complessità dei dati richiesti per la compilazione.


COME E A CHI SI APPLICANO
Gli studi di settore si applicano agli esercenti di attività di impresa o di lavoro autonomo che svolgono, come attività prevalente, un'attività per la quale risulta previsto uno studio di settore. Il concetto di attività prevalente fa riferimento sostanzialmente all'occupazione che, nel periodo di imposta, produce il maggior numero di ricavi o compensi. Qualora il contribuente svolga diverse attività sia di impresa che di lavoro autonomo, dovrà determinare l'attività prevalente per ciascuna delle due categorie reddituali. In questo caso può accadere che le attività prevalenti delle due categorie reddituali facciano riferimento a due diversi studi di settore, nel qual caso dovranno essere compilati entrambi, oppure siano comprese in uno stesso studio.
Gli studi di settore sono suddivisi in quattro grandi macroaree:
Servizi (SG, TG, UG), Commercio (SM, TM, UM), Manifatture (TD, UD), Professionisti (SK, TK, UK). Ciascun studio è contraddistinto da un codice a cinque caratteri, di cui i primi due presi dalle macroaree, che identificano le varie attività economiche previste dalla classificazione ATECO 2007



SOGGETTI ESCLUSI
Diverse sono le categorie di contribuenti esclusi dall’applicazione degli studi di settore, tra queste:
  • coloro che iniziano l'attività nel corso del periodo di imposta
  • coloro che hanno cessato l’attività nel corso del periodo d’imposta.
  • Coloro che producono un ammontare di ricavi superiore a 5.164.569 euro


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  • coloro che per diversi motivi si sono trovati in un periodo di “non normale svolgimento dell’attività”. Con questo si intende ad esempio un periodo in cui l'impresa non ha ancora avviato l'attività, oppure un periodo in cui l'attività si è interrotta per ristrutturazione dei locali (tutti), oppure ancora un periodo nel quale è stato modificata l'attività di impresa. Per i professionisti si intende ad esempio un periodo durante il quale non hanno potuto operare, ad esempio perchè sospesi per motivi disciplinari
  • coloro che applicano il regime dei minimiregime dei
	minimi .

Vi sono poi soggetti esclusi dall'applicazione degli studi perchè presentano cause di inapplicabilità, che vengono indicate nel decreto di approvazione dello specifico studio di settore.


SANZIONI
In caso di omessa presentazione del modello vengono applicate sanzioni amministrative comprese tra i 258 euro e i 2.065 euro. Inoltre è previsto che le sanzioni ai fini delle imposte sui redditi, dell’Iva e dell’Irap siano elevate del 10% in caso di:

  • omessa oppure infedele indicazione dei dati previsti nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore;
  • indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore non sussistenti.
 

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