Lunedi, 18 Dicembre 2017

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LO SVILUPPO DELLE ENERGIE RINNOVABILI POTREBBE PORTARE AL 2020 150MILA NUOVI POSTI DI LAVORO


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La promozione delle energie rinnovabili, quale fattore chiave della Green Economy, può offrire concrete opportunità di crescita industriale, con risvolti positivi sull'occupazione e sulla competitività del Paese. E' questo uno degli aspetti centrali del dossier: “Dossier Energia e lavoro sostenibileDossier Energia
e lavoro sostenibile”, presentato nei giorni scorsi dall'Osservatorio Energia e Innovazione dell’Ires Cgil.
Secondo lo studio nel 2020, nella ipotesi di massima potenzialità delle opportunità, l’occupazione italiana lorda nel settore delle rinnovabili potrebbe raggiungere le 250mila unità, con una predominanza per quanto riguarda il ramo delle delle biomasse, del fotovoltaico e dell’eolico. Ciò significa che in dieci anni si creerebbero quasi 150mila posti di lavoro, visto che attualmente l'occupazione verde in Italia, tra posti diretti ed indiretti, è di poco superiore alle 100mila unità, di cui poco più della metà occupata nei rami dell'eolico (circa 10mila addetti), del fotovoltaico (circa 5700 addetti) e delle biomasse (circa 25mila addetti).
In termini di occupazione netta, ovvero del saldo considerando anche le perdite di posti di lavoro, lo studio ipotizza un aumento di posti di lavoro compresi trai le 53.500 e le 97.500 unità complessive. Indipendentemente dagli scenari ipotizzati nello studio, Ires considera fotovoltaico, eolico e biomasse (soprattutto) come le tecnologie rinnovabili con i maggiori potenziali di crescita.
Ricordiamo che sul rapporto tra occupazione ed energie rinnovabili sono intervenuti anche l'Anev, (associazione nazionale dell’energia del vento) che ha ipotizzato al 2020 per l'eolico la creazione di 67 mila nuove unità di lavorola
creazione di 67 mila nuove unità  di lavoro (compreso l'indotto) e il Cnel (Consiglio Nazioanle dell'Economia e del Lavoro) secondo cui lo sviluppo delle rinnovabili potrebbe portare a 100mila nuovi posti di lavorosviluppo
delle  rinnovabili potrebbe portare a 100mila nuovi posti di lavoro.



LE NUOVE FIGURE PROFESSIONALI
Nello studio l'Ires ha provato ad ipotizzare quali figure professionali potranno emergere dallo sviluppo delle energie rinnovabili, sia in termini di consolidamento di professioni già esistenti che di nuovi lavori emergenti. Pur nella complessità di tale previsione l'Istituto di Ricerche ha sottolineato che dallo sviluppo delle rinnovabili potrebbero trarre vantaggio tre tipologie di figure professionali:

  • un insieme di nuove professioni che lavorano a diretto contatto con le nuove tecnologie verdi e che per questo possono aver bisogno di nuove qualifiche e di aggiornamento

  • un gruppo di professioni tradizionali che, pur esplicandosi in aziende verdi, non comportano un contatto diretto con le nuove tecnologie e non richiedono, quindi, l’acquisizione di nuove competenze, per compiere il proprio lavoro. Ad esempio il personale amministrativo delle aziende che lavorano nel campo delle rinnovabili.

  • un gruppo di figure professionali provenienti da settori in crisi, i quali possono godere di un condizione di “rivitalizzazione” generata dalla fase di crescita delle nuove tecnologie. Anche per questo tipo di figure non dovrebbe essere necessario integrare le proprie competenze per poter svolgere adeguatamente il proprio lavoro.


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Secondo il rapporto, della crescita del settore delle rinnovabili beneficerebbero soprattutto i giovani, gli inattivi e coloro che hanno difficoltà dal punto di vista lavorativo (ad esempio lavoratori in mobilità).
Perchè queste categorie possano però trarre beneficio dallo sviluppo del settore, occorre però predisporre degli interventi per la riqualificazione delle competenze, attraverso programmi formativi volti a favorire lo scambio tra istruzione e mercato del lavoro e tra sistema formativo e mondo produttivo attraverso.

 

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