Martedi, 14 Agosto 2018

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Troppo Poche le Città Ciclabili Italiane Sulla Base Del Modal Split


città ciclabili, mobilità ciclabile, modal split

Abbiamo visto che secondo la Fondazione Ania l'Italia è il terzo Paese in Europa per mortalità stradale in bicicletta, un dato critico che impone degli interventi a favore dei ciclisti e della mobilità ciclabile. Ma l'Italia è un Paese per ciclisti? E le città italiane sono ciclabili? A queste domande ha provato a rispondere il rapporto “Bici in CittàBici in Città” realizzato da Legambiente in collaborazione con Fiab e CittàinBici, incrociando i dati sulla mobilità ciclabile delle città italiane, sulla base del modal split. Quest'ultimo altro non è che un indicatore che misura il numero degli spostamenti effettuati in città con diversi mezzi di trasporto, raggruppandoli poi in due categorie: quelli “sostenibili” ( a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici) e quelli “insostenibili” ( in auto e moto).

Utilizzando il modal split si supera il concetto di città ciclabile basato solamente sull'estensione chilometrica delle piste ciclabili, in quanto questo parametro prettamente quantitativo è in realtà in grado di descrivere solo parzialmente il fenomeno. Ignora infatti concetti come qualità delle piste ciclabili ed effettivo utilizzo da parte di ciclisti. Fermo restando che un aumento dei chilometri di piste ciclabili urbane è necessario visto che l'Italia con i suoi 3.297,2 chilometri totali eguaglia complessivamente i chilometri di 3 città come Stoccolma, Hannover e Helsinki e in molti capoluoghi italiani sono presenti solo piccoli percorsi ciclabili (e a volte nemmeno questi).

Certo misurale il modal split non è semplice, ma secondo le associazioni si può rivelare uno strumento molto utile per individuare azioni mirate e concrete per promuovere i trasporti sostenibili, dalla mobilità ciclabilE, a quella pedonale fino al trasporto pubblico. Le amministrazioni tramite il modal split possono decidere, infatti, quale tipologia di trasporto promuovere e valutare nel tempo se le azioni messe in atto sono state adeguate sulla base della risposte dei cittadini. Ovviamente ciò può avvenire solamente se i modal split vengono aggiornati con frequenza dalle amministrazioni cittadine.


LA CITTÀ CICLABILE OTTIMALE E LA SITUAZIONE ITALIANA
Per Fiab, Legambiente e CittàinBici, un citta ottimale dovrebbe avere almeno un 15% di spostamenti in bicicletta e una quantità di trasporti insostenibili (auto e moto) minore del 50%. Per ottenere questo occorre che anche il trasporto pubblico e la mobilità pedonale siano incentivate ed utilizzatI. Città ottimali che in Italia sono eccezioni più uniche che rare, in quanto dati alla mano rientrano nelle caratteristiche indicate solamente Bolzano che ha una mobilità ciclabile del 29% e quota di trasporti insostenibili del 34% e Mestre che ha una mobilità ciclabile del 20% e una percentuale di trasporti insostenibili del 45%. Vi è poi Pesaro che si avvicina alla meta con una percentuale di mobilità ciclabile del 28% ed una quota di trasporti insostenibili del 54%, 5 punti in più dell'obiettivo. Diverse sono poi le città che risultano mostrano buoni livelli di mobilità ciclabile ma non centrano il secondo obiettivo in merito ai trasporti insostenibili come Parma (19%), Ferrara (27%), Piacenza (33%), Rimini (21%) e Prato (23%). Vi sono poi città che hanno una quota di trasporti insostenibili inferiori al 50% come Genova (36%), Palermo (49%) e Milano (48%), ma nessuna delle tre arriva nemmeno al 5% per quanto riguarda la mobilità ciclabile.

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