Sabato, 25 Novembre 2017

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Cloud Computing: Quanto è Pulita la Nuvola Delle Aziende IT?

data center, energie rinnovabili, aziende ITIl Cloud computing è la tecnologia del presente e del prossimo futuro. Le previsioni annunciano che entro il 2015 il cloud computing porterà 14 milioni di posti di lavoro, mentre l'aumento delle informazioni digitali presenti sulla nuvola crescerà di 50 volte al 2020 con investimenti annunciati per 500 miliardi di dollari. Al di là degli aspetti di business e occupazionali, le cui prospettive sono più che rosee, è interessante notare l'impatto ambientale di questa tecnologia. A porsi la domanda su quanto sia pulita la nuvola è stata Greenpeace nel rapporto “How clean is your cloud?”, in cui è stato analizzato l'impatto ambientale di 14 delle maggiori imprese dell'information technology .
Nello specifico è stato analizzato l'impatto ambientale dei data center di queste aziende, guardando la percentuale di quelli alimentati da energie pulite.

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Il Recupero Energetico da Rifiuti in Italia

inceneritore, rifiuti urbani, energiaEnea e Federambiente hanno presentato a Roma il Rapporto Sul Recupero Energetico da Rifiuti, giunto alla terza edizione ed in cui si fa il punto sul sistema industriale di valorizzazione dei rifiuti urbani nel nostro Paese.
A differenza di quanto si possa pensare, nel nostro Paese si evidenzia una tendenza in continua evoluzione del sistema impiantistico di recupero energetico, un aspetto di fondamentale importanza per l'intera filiera e con grossi benefici ambientali connessi. Vediamo alcuni degli elementi chiave emersi nel rapporto.
Per quanto riguarda la produzione di rifiuti urbani, l'Italia con 541,3 kg/anno pro capite si colloca al di sopra della media dell'Unione Europea a 27 (512,3 kg). Nelle discariche italiane finisce il 49,1% dei rifiuti, molto più della media Europea che abbiamo visto essere secondo l'Eurostat intorno al 38%.

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I Paesi Che Consumano Più Carta

Alberi, carta, consumoIn un nostro recente articolo su quanto costa all'ambiente produrre carta, abbiamo visto l'impronta ambientale di 19 grandi aziende del settore, messa a confronto nell' Environmental Paper Company Index. Il problema dell'impatto ambientale della carta è molto serio visto che è stato calcolato che metà del legno tagliato per usi commerciali viene impiegato nella produzione di carta.
Sul tema è tornato oggi l'Economist che ha pubblicato un grafico sul consumo pro capite di carta nel mondo, sottolineando che le previsioni del passato si sono rivelate errate. In concreto, spiega il settimanale, trent’anni fa l'avvento dei computer negli uffici avrebbe ridotto il consumo di carta negli anni a venire, quasi fino a farla scomparire. Ciò ovviamente non è avvenuto, anzi dal 1980 ad oggi il consumo di carta del mondo è cresciuto del 50% e il trend non sembra andare incontro a cambiamenti nel prossimo futuro.

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Energie Rinnovabili: Aumentano gli Impianti di Piccola Taglia

Piccoli impianti, sistema elettrico, energie rinnovabiliIn attesa che venga finalmente alla luce il quinto conto energia e sperando che le bozze attualmente in circolazione non siano confermate, l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas ha pubblicato il sesto “Rapporto sul Monitoraggio dello sviluppo degli impianti di generazione distribuitaRapporto sul Monitoraggio dello sviluppo degli impianti di generazione distribuita”. Ricordiamo che con “generazione distribuita” si intende l'insieme degli impianti di generazione con potenza nominale inferiore a 10 MVA, con “piccola generazione” l'insieme degli impianti per la produzione di energia elettrica con capacità non superiore a 1MW, mentre per “microgenerazione” la capacità di generazione degli impianti è inferiore a 50 kWe.
L'Aspetto interessante del rapporto è che il sistema elettrico nazionale sta cambiando assetto, dai grandi impianti produttivi che utilizzano fondi fossili (carbone, olio combustibile e gas), si sta passando ad un sistema fatto da centinaia di migliaia di piccoli e piccolissimi impianti, per gran parte alimentati da fonti rinnovabili.

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Rifiuti Speciali: la Crisi Fa Calare la Produzione

rifiuti pericolosi, Ispra, crisiE’ stato presentato dall'Ispra l’atteso rapporto 2011 sui rifiuti speciali prodotti dall’Italia per il trattamento dei quali, si ricorda, doveva essere attivato il sistema di controllo del Sistri, che però non è ancora attivo a pieno regime. I dati del rapporto si riferiscono alle dichiarazioni annuali presentate nel 2010 (e quindi relative ai rifiuti prodotti dal 2009) delle banche dati MUD. Se ne deduce che sono esclusi dalle quantità presentate nel rapporto tutti i rifiuti non pericolosi di enti non tenuti alla dichiarazione (ovvero quelli con meno di dieci dipendenti e non rientranti nelle previsioni dell’art. 184, comma 3, lettere c), d) e g) del decreto legislativo 152/2006. L’integrazione dei dati del rapporto con altre fonti, quali le banche dati Ateco (per il settore conciario e della lavorazione del legno per funzioni diverse dai mobili) e Aci per quello che riguarda invece automobili fuori uso, permette di avere comunque una visione di più ampio respiro e quindi una panoramica più attendibile.  

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