Martedi, 21 Novembre 2017

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Mobilità Sostenibile: La Classifica Delle Città Più Eco Mobili d'Italia

mobilità sostenibile, bike sharing, Migliora seppur di poco la mobilità sostenibile in Italia, soprattutto grazie alla diffusione del bike sharing e per l'aumento della auto a Gpl e a metano, sebbene la mancanza di incentivi abbia negli ultimi mesi frenato la crescita di questo tipo di vetture. Sono questi alcuni dei dati presenti nel Quinto Rapporto "Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 cittàMobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città", elaborato da Euromobility, dove sono state analizzate i capoluoghi di Regione ( più i due capoluoghi delle provincie autonome) con una popolazione superiore ai 100 mila abitanti.
Diciamo subito che in Italia le cose stanno migliorando ma non come dovrebbero, visto lo stato delle nostre città, congestionate dal traffico e super inquinate.

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Biciclette Elettriche: Sono Davvero Amiche Dell’ambiente? Ecco i Nostri Consigli

bicicletta elettrica, pedalata assistitaLa bicicletta elettrica o a pedalata assistita è una normale bici con in più un piccolo motore elettrico che facilita la pedalata. Le prime biciclette “motorizzate” erano dotate di un motore a scoppio, che con la diffusione dei motorini sono andate scomparendo. Ad oggi, in vendita si trovano solo le biciclette a motore elettrico o “Pedelec”: molto più silenziose delle loro progenitrici e con un’autonomia maggiore, che si aggira intorno ai 20-30 km. La legge vieta le modifiche a queste bici per evitare che diventino dei ciclomotori elettrici, nel qual caso devono seguire controlli specifici, bisogna avere una assicurazione, portare il caso, evitare le zone pedonali, ecc.

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Piccoli Comuni Italiani: Sempre Più Patria Delle Energie Rinnovabili

comunescogliera0407.gifIl rapporto tra piccoli comuni, quelli con meno di cinque mila abitanti, ed energie rinnovabili si dimostra sempre più stretto e vincente. È questo uno dei dati contenuti nell'interessante volume l’Atlante dei Piccoli Comuni 2011Atlante
dei Piccoli Comuni 2011, realizzato da IFEL in collaborazione con l’Anci, in cui viene scattata una fotografica di tutte le variabili e gli indicatori che caratterizzano i 5.683 Piccoli comuni presenti in Italia. Un universo fatto di piccoli aggregati, ma assolutamente rappresentativo dell'Italia, dove risiede circa un sesto della popolazione totale e che copre il 70% del territorio italiano.
Venendo all'aspetto delle energie rinnovabili,  il volume sottolinea che la quota percentuale di energia prodotta tramite le fonti energetiche rinnovabili è cresciuta molto negli ultimi anni, ma è soprattutto nei piccoli comuni che si rileva il maggior numero di impianti. Ciò è indice di come in questi comuni vi sia una grande attenzione alle tematiche connesse al risparmio energetico e alla produzione di energia fa fonti rinnovabili, oltre che probabilmente anche maggiori possibilità di intervento.
La fonte rinnovabile maggiormente diffusa nei Piccoli Comuni è rappresentata dal fotovoltaico, presente con almeno un impianto in 4988 piccoli comuni (87,7% del totale). Seguono a grande distanza il mini idroelettrico presente in 689 comuni (12,1% del totale), l'eolico in 228 (4% del totale) e la geotermia in 130 (2,3% del totale).
Tra i Piccoli Comuni sono quelli con popolazione compresa tra i 1001 e i 2500 abitanti a contare il più alto numero di impianti ad energia rinnovabile, con 2.462 impianti, pari cioè al 40,8% del totale degli impianti presenti nei Piccoli Comuni. Seguono i piccoli comuni con popolazione compresa tra i 2501 e i 5 mila abitanti con 1892 impianti (31,3% del totale) e quelli con meno di mille abitanti con 1681 impianti (27,9%).
A livello geografico il maggior numero di Piccoli Comuni in cui è installato almeno un impianto fotovoltaico si trova in Lombardia con 1019 comuni, pari al 20,4% del totale. Segue il Piemonte con 906 piccoli comuni, pari al 18,2% del totale dei piccoli comuni fotovoltaici e il Veneto con 316 (il 6,3% del totale).
Per quanto riguarda l'eolico il maggior numero di piccoli comuni che ospitano impianti si trova al Sud, con in testa la Campania con 31 (13,6% del totale) segue la Puglia con 28 (12,3% del totale) e la Sicilia con 25 (11% del totale).
Guardando al mini idroelettrico sono i Piccoli Comuni piemontesi e toscani a registrare i più alti valori, con rispettivamente 161 ( il 23,4% del totale) e 155 (il 22,5% del totale). Infine per quanto riguarda il geotermico, troviamo ancora in testa il Piemonte con 56 Piccoli Comuni (il 43,1% del totale) seguito dalla Lombardia con 29 Piccoli Comuni, il 22,3% del totale.

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Energie Rinnovabili: una Rivoluzione Silenziosa per un Sistema Energetico al 100% Verde

windenergy2501.gifLa rivoluzione silenziosa portata avanti dalle energie rinnovabili è iniziata negli anni 90, vent'anni di eccezionale sviluppo in cui solare ed eolico sono cresciute più rapidamente di ogni altra fonte energetica. È questo in sintesi il bilancio dell'ultimo rapporto di Greenpeace dal titolo:"The Silent Energy [R]evolutionThe
Silent Energy [R]evolution”
Secondo l'Ong oltre un quarto della nuova potenza installata (il 26%) nello scorso decennio (2000-2010) è stata a carico delle energie rinnovabili, contro solamente il 2% coperto dal nucleare nello stesso arco di tempo. Basti pensare che il nucleare ha impiegato l'intero decennio 2000-2010 per installare circa 35 mila MW, mentre all'eolico per installare una potenza analoga è bastato solo il 2010.
Quanto alle energie rinnovabili, la capacità installata di solare ed eolico è stata pari a circa 430 mila MW, con il 2010 che da solo ha fatto registrare una potenza installata di nuovi impianti rinnovabili pari a quella installata nel trentennio che va dal 1970 al 2000. Parallelamente alla crescita delle energie rinnovabili e alla perdita di appeal del nucleare ( se si esclude il periodo che va dalla metà degli anni '70 alla meta degli '80), si è registrata l'installazione anche di 475 mila MW di impianti a carbone, responsabili di un'emissione di di CO2 stimata al 2050, di oltre 55 miliardi di tonnellate. La crescita del carbone è spiegabile in parte dallo sviluppo repentino di alcune economie asiatiche, Cina in primis che soprattutto negli ultimi dieci anni ha puntato molto su questa fonte. Va detto, però, che dal 2003 la Cina ha portato avanti anche massicci investimenti anche nell'eolico, visto che ha raddoppiato ogni anno la potenza installata.
Nel resto del mondo, sottolinea Greenpeace, il carbone ha rallentato il suo sviluppo, a discapito di gas e di rinnovabili (soprattutto eolico) che invece sono cresciute in maniera decisamente significativa.
Nell'Unione Europa, dal 1997, anno in cui è stata avviata la liberalizzazione del mercato, la quota di carbone e nucleare è stata al di sotto del 10%, con crescenti investimenti nel gas e nelle energie rinnovabili, con in testa solare fotovoltaico ed eolico. Questo processo è stato favorito anche dall'introduzione di obiettivi legalmente vincolanti per lo sviluppo delle energie pulite. In Italia, rileva il rapporto, questa tendenza è stata ancora più forte che nel resto d'Europa, soprattutto dal 2004, quando si è assistito ad una esplosione degli impianti a gas, mentre a partire dal 2009 le rinnovabili, trainate da fotovoltaico ed eolico, sono diventate protagoniste assolute del sistema energetico del Paese.

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Raccolta Differenziata: 10 Regole per una Corretta Gestione Dei Rifiuti

riciclaggio1106.gifSecondo l'Istat a livello nazionale il dato relativo alla raccolta differenziataraccolta
differenziata risulta in crescita e pari a circa il 30,4% di quella totale. Tuttavia se i comuni del Nord-est arrivano mediamente al 44,5% dei rifiuti urbani e quelli del Nord-ovest al 39,7%, i livelli raggiunti dal Centro (26,9%) e dal Sud (13,5%) sono decisamente meno buoni. Aumentare il livello quantitativo dei rifiuti correttamente smaltiti deve diventare sempre di più una priorità fondamentale della nostra società, tuttavia non basta aumentare solo la quantità, ma bisogna anche prestare attenzione alla qualità della raccolta differenziata.
Ciò significa assumere comportamenti maggiormente responsabili a monte del processo di riciclo, ovvero da parte di noi consumatori. Sono molti, infatti, gli errori che vengono commessi, anche in buona fede, durante il processo di separazione dei materiali. Errori che possono essere evitati seguendo delle semplici regole, come quelle individuate da Conai, il Consorzio nazionale imballaggi, per una raccolta differenziata realmente di qualità. Vediamo di che si tratta.


LE DIECI REGOLE D'ORO

  1. Separare correttamente gli imballaggi in base al materiale di cui sono fatti e metterli nell’apposito contenitore per la raccolta differenziata.
  2. Ridurre sempre, se possibile, il volume degli imballaggi: schiacciare le lattine e le bottiglie di plastica richiudendole poi con il tappo, comprimere carta e cartone.
  3. Dividere, quando è possibile, gli imballaggi composti da più materiali, ad esempio i contenitori di plastica delle merendine dalla vaschetta di cartone oppure i barattoli di vetro dal tappo di metallo.
  4. Togliere gli scarti e i residui di cibo dagli imballaggi prima di metterli nei contenitori per la raccolta differenziata.
  5. La carta sporca di cibo (come i cartoni della pizza, di terra, di sostanze velenose come solventi o vernici), i fazzoletti usati e gli scontrini non vanno nel contenitore della carta. Il loro conferimento peggiora la qualità della raccolta differenziata di carta e cartone.
  6. Non mettere nel contenitore del vetro oggetti di ceramica, porcellana, specchi e lampadine. Inserire tali materiali rovina la raccolta del vetro. Per lo smaltimento delle lampadine a basso consumosmaltimento
	delle  lampadine a basso consumo, ricordiamo l'interessante iniziativa della scatola bulb box, ideata da Ikea, WWF e Raee ecolight
  7. Conferire correttamente gli imballaggi in alluminio. Oltre alle più note lattine per bevande, separare anche vaschette e scatolette per il cibo, tubetti, bombolette spray e il foglio sottile per alimenti.

 

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