Martedi, 21 Novembre 2017

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ECOSISTEMA URBANO: PEGGIORA LO STATO DI SALUTE DELLE GRANDI CITTÀ ITALIANE

ecosistemaurbano171810.gifLegambiente ha pubblicato oggi la diciassettesima edizione del rapporto annuale “Ecosistema Urbano” sulla qualità ambientale dei capoluoghi di provincia, redatto in collaborazione con l’Istituto di ricerche Ambiente Italia ed editoriale de Il Sole 24 Ore.
Si tratta di un documento che analizza e monitora lo stato di salute delle nostre città, a partire dall'analisi di 125 parametri ambientali per un totale di oltre 125 mila dati elaborati. Sulla base di queste informazioni, Legambiente poi provvede poi a stilare una classifica, basata sulla somma delle prestazioni ottenute nei vari indicatori. Vediamo qualche stralcio del rapporto per capire quale è lo stato di salute delle nostre Città.
Secondo Legambiente i parametri ambientali delle grandi città italiane (quelle con più di mezzo milione di abitanti) sono in caduta libera (con l'eccezione di Torino) e hanno visto nell'ultimo anno peggiorare il loro stato di salute. Qualche esempio? Milano peggiora in tutti gli indici della qualità dell'aria, soprattutto per quanto riguarda le concentrazioni di OzonoOzono, con 60 giorni di superamento dei limiti contro i 41 dello scorso anno. Napoli e Palermo come riportato anche dalle notizie di cronaca continuano ad essere sommerse dai rifiuti, non riuscendo ad attivare un sistema di raccolta differenziata efficace dei rifiuti. La Capitale, invece, risulta assediata sia in centro che in periferia dai mezzi privati (auto e moto) che rendono la viabilità impossibile (con tutti i risvolti negativi del caso per quanto riguarda l'inquinamento).
Le città più virtuose sono invece, secondo la classifica: Belluno, Verbania e Parma, seguite a ruota da Trento, Bolzano e Siena, La Spezia, Pordenone, Bologna e Livorno che chiude la top ten.
Gli ultimi posti della classifica, invece, vedono un certo predominio delle città del Mezzogiorno, con l'eccezione di Imperia (93esima) che risulta essere l'unico comune del Nord tra i peggiori venti. Agli ultimi tre posti della classifica troviamo Catania (103° posto), Crotone (102°) e Palermo (101°), mentre completano le ultime dieci posizioni Latina, Vibo Valentia, Trapani, Agrigento Napoli, Messina e Frosinone (94°).
Le grandi città italiane hanno perso posizioni in classifica rispetto allo scorso anno con Milano che passa dal 46° al 63° posto, Genova che passa dal 22° al 32°, Roma dal 62° al 75°, Napoli dall'89° al 96° e Palermo dal 90° al 101°. Recupera tre posizioni, invece, Torino che passa dal 77° posto dello scorso anno al 74° di adesso, migliorando le proprie performance in termini di qualità dell'aria (Pm10 e soprattutto Ozono dove dimezza i giorni di superamento del limite) e per quanto riguarda il trasporto pubblico, consumi idrici e raccolta differenziata, dove arriva al 42%. Ricordiamo che nonostante gli sforzi Torino rimane una delle città più inquinate d'Europa per quanto riguarda la qualità dell'aria una delle città
più inquinate d'Europa per quanto riguarda la qualità dell'aria .
La perdita di posizioni, secondo Legambiente è da imputarsi al peggioramento di parametri come la qualità dell'aria (Milano, Palermo, Roma e Napoli, oppure nel trasporto pubblico (Napoli, Palermo e Genova) o ancora nella depurazione dove tutte le grandi flettono tranne Torino e Genova che restano stabili. Male le grandi città anche sul fronte della raccolta differenziata dove Roma resta immobile ad appena il 19,5% del totale e Palermo scende da un pessimo 4,3% dello scorso anno ad un allarmante 3,9%.

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LIVING PLANET REPORT 2010: PER IL WWF I CONSUMI DELLA POPOLAZIONE MONDIALE SONO INSOSTENIBILI

wwflivingreport1610.gifLa terra consuma eccessivamente, al punto che per continuare a sostenere la popolazione mondiale mantenendo l’odierno tenore di vita, sarebbero necessari due pianeti. Questa la tremenda sentenza che emerge dal Living Planet Report 2010 presentato dal WWF a Bristol, in Inghilterra.
Secondo il rapporto dell'Associazione ambientalista sono sempre più le razze animali estinte. Negli ultimi quarantanni (più precisamente nel periodo 1970 -2007) secondo i dati rilevati dall'associazione ci sarebbe il 24% in meno delle specie negli ambienti marini, il 25% di quelle terrestri e il 35% di quelle di acqua dolce. Si tratta di dati molto allarmanti a cui si aggiunge il fatto che dal 1966 l’impronta ecologica globale è raddoppiata e l’impronta di carbonio, ovvero la domanda di risorse naturali necessarie per le nostre attività, è aumentata addirittura di 11 volte, rappresentando oggi oltre la metà dell’impronta ecologica globale.
I 31 Paesi che compongono l’Ocse producono ben il 40% dell’inquinamento,   si legge nel report. Dal Punto di vista dei consumi gli Emirati Arabi incidono maggiormente sullo stato di salute del pianeta, seguiti nella classifica dei Paesi, da Quatar, Danimarca, Belgio, Stati Uniti, Estonia, Canada, Australia, Kuwait ed Irlanda. L’unico tra i Paesi europei a rientrare nei limiti del pianeta è la Repubblica Moldava,
Lo sviluppo economico di molti paesi e l’aumento dell’inquinamento in grandi paesi come il Brasile, la Russia, l’India e la Cina rende i dati ancor più allarmanti. Se tutta la popolazione mondiale avesse i medesimi consumi degli Stati Uniti, non sarebbero sufficienti 4 pianeti per soddisfare il fabbisogno globale.
Quanto al nostro Paese, dal report emerge una certa povertà di risorse naturali da sfruttare: a livello di “natura pro capite” solo l’Olanda sembra essere meno ricca, ed il WWF evidenzia anche come la dieta tipica degli italiani, ricca di carne, cereali e derivati animali, sia poco sostenibile per le risorse endogene a disposizione.

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GSE: PUBBLICATO IL RAPPORTO SULLE ATTIVITÀ SVOLTE NEL CORSO DEL 2009, BUONI I DATI SULLE RINNOVABILI

rapportoattivigse09.gifIl Gse (gestori dei servizi energetici) ha pubblicato il rapporto sulle proprie attività svolte nel corso del 2009. Nello specifico il documento contiene il bilancio dei molteplici meccanismi di incentivazione alle energie rinnovabili, quali i certificati verdi, la tariffa omnicomprensiva, il conto energia, il riconoscimento della cogenerazione. In più il documento raccoglie i risultati delle attività che il Gse svolge in qualità di gestore della produzione di energia elettrica in rappresentanza dei soggetti titolari degli impianti CIP 6 o di quelli che abbiano sottoscritto convenzioni di ritiro dedicato o scambio sul posto. Infine nell'ultimo dei nove capitoli del rapporto sono delineate le nuove attività che il Gse è stato chiamato a svolgere per l'attuazione della Direttiva 2009/28/CE. Questa direttiva, pubblicata il 5 giugno 2009, definisce gli obiettivi che i Paesi dell'unione Europea devono raggiungere, entro il 2020, in termini di consumi finali ottenuti mediante l'impiego di fonti rinnovabili. Come abbiamo visto nel piano di azione nazionale per lo sviluppo delle energie rinnovabilipiano di azione nazionale per lo sviluppo delle energie
rinnovabili , il target dell'Italia è il 17% dei consumi finali di energia mediante le fonti rinnovabili entro il 2020. Tra le nuove attività del Gse vi è quella di supportare la Pubblica Amministrazione nella scelta e caratterizzazione delle migliori soluzioni di impianti da fonti rinnovabili da installare. Inoltre il Gse può fornire assistenza tecnica per l‟individuazione delle migliori tecnologie da utilizzare e sulle modalità di richiesta e di rilascio degli incentivi stessi”. Di seguito indichiamo sinteticamente i principali risultati presenti nel rapporto.


QUALIFICA IMPIANTO ALIMENTATO A FONTI RINNOVABILI
Il Gse ha ricevuto nel 2009, 913 domande di riconoscimento della qualifica di Impianto Alimentato a Fonti Rinnovabili” (IAFR). Da quanto è stato introdotto il meccanismo dei certificati verdi, dieci anno fa, sono state valutate quasi 5 mila richieste. Le qualifiche rilasciate al 31 dicembre 2009 sono state 3222, di cui 2202 relative a richieste di qualifica di impianti in esercizio e le rimanenti (1020) per impianti a progetto.
In termini di numero di impianti in esercizio, la maggior parte degli interventi qualificati riguarda impianti idroelettrici (1163). Gli impianti eolici invece sono quelli che hanno comportato la maggior potenza installata relativamente agli impianti nuovi (4.113 MW su 6.691 MW totali). Crescono tra le qualifiche a progetto quelle relative agli impianti alimentati a bioliquidi, che per potenza virtuale (1176 MW, relativa ai nuovi impianti, risultano secondi solamente agli impianti eolici (3143 MW).


CERTIFICATI VERDI
Il Gse nel 2009 ha emesso oltre 16 milioni di certificati verdi relativi all'energia prodotta da impianti alimentati a fonti rinnovabili. Ciò ha permesse un notevole eccesso di offerta rispetto alla quota d'obbligo fissata per il 2009, corrispondente a circa 8,5 milioni di CV. La maggior parte dei certificati emessi ha riguardato impianti idroelettrici ed eolici, mentre il 34% dei certificati ha riguardato interventi su impianti già esistenti.


 

TARRIFE OMNICOMPRENSIVE
Al 31 dicembre 2009, gli impianti per i quali è stata accolta la richiesta di accesso alla tariffa onnicomprensiva sono stati 565 per una potenza complessiva pari a 320 MW. Sia in termini di numerosità che di potenza le tipologie impiantistiche prevalenti ammesse alla tariffa omnicomprensiva sono, nell’ordine, quella idroelettrica, a biogas e a biomasse.
Sempre a proposito di tariffa omnicomprensiva ricordiamo che, recentemente, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che per gli impianti domestici la tariffa erogata non è imponibile ai fini Ivatariffa
erogata  non è imponibile ai fini Iva


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GSE: PUBBLICATO IL RAPPORTO SULLE ATTIVITÀ SVOLTE NEL CORSO DEL 2009, BUONI I DATI SULLE RINNOVABILI

rapportoattivigse09.gifIl Gse (gestori dei servizi energetici) ha pubblicato il rapporto sulle proprie attività svolte nel corso del 2009. Nello specifico il documento contiene il bilancio dei molteplici meccanismi di incentivazione alle energie rinnovabili, quali i certificati verdi, la tariffa omnicomprensiva, il conto energia, il riconoscimento della cogenerazione. In più il documento raccoglie i risultati delle attività che il Gse svolge in qualità di gestore della produzione di energia elettrica in rappresentanza dei soggetti titolari degli impianti CIP 6 o di quelli che abbiano sottoscritto convenzioni di ritiro dedicato o scambio sul posto. Infine nell'ultimo dei nove capitoli del rapporto sono delineate le nuove attività che il Gse è stato chiamato a svolgere per l'attuazione della Direttiva 2009/28/CE. Questa direttiva, pubblicata il 5 giugno 2009, definisce gli obiettivi che i Paesi dell'unione Europea devono raggiungere, entro il 2020, in termini di consumi finali ottenuti mediante l'impiego di fonti rinnovabili. Come abbiamo visto nel piano di azione nazionale per lo sviluppo delle energie rinnovabilipiano di azione nazionale per lo sviluppo delle energie
rinnovabili , il target dell'Italia è il 17% dei consumi finali di energia mediante le fonti rinnovabili entro il 2020. Tra le nuove attività del Gse vi è quella di supportare la Pubblica Amministrazione nella scelta e caratterizzazione delle migliori soluzioni di impianti da fonti rinnovabili da installare. Inoltre il Gse può fornire assistenza tecnica per l‟individuazione delle migliori tecnologie da utilizzare e sulle modalità di richiesta e di rilascio degli incentivi stessi”. Di seguito indichiamo sinteticamente i principali risultati presenti nel rapporto.


QUALIFICA IMPIANTO ALIMENTATO A FONTI RINNOVABILI
Il Gse ha ricevuto nel 2009, 913 domande di riconoscimento della qualifica di Impianto Alimentato a Fonti Rinnovabili” (IAFR). Da quanto è stato introdotto il meccanismo dei certificati verdi, dieci anno fa, sono state valutate quasi 5 mila richieste. Le qualifiche rilasciate al 31 dicembre 2009 sono state 3222, di cui 2202 relative a richieste di qualifica di impianti in esercizio e le rimanenti (1020) per impianti a progetto.
In termini di numero di impianti in esercizio, la maggior parte degli interventi qualificati riguarda impianti idroelettrici (1163). Gli impianti eolici invece sono quelli che hanno comportato la maggior potenza installata relativamente agli impianti nuovi (4.113 MW su 6.691 MW totali). Crescono tra le qualifiche a progetto quelle relative agli impianti alimentati a bioliquidi, che per potenza virtuale (1176 MW, relativa ai nuovi impianti, risultano secondi solamente agli impianti eolici (3143 MW).


CERTIFICATI VERDI
Il Gse nel 2009 ha emesso oltre 16 milioni di certificati verdi relativi all'energia prodotta da impianti alimentati a fonti rinnovabili. Ciò ha permesse un notevole eccesso di offerta rispetto alla quota d'obbligo fissata per il 2009, corrispondente a circa 8,5 milioni di CV. La maggior parte dei certificati emessi ha riguardato impianti idroelettrici ed eolici, mentre il 34% dei certificati ha riguardato interventi su impianti già esistenti.


 

TARRIFE OMNICOMPRENSIVE
Al 31 dicembre 2009, gli impianti per i quali è stata accolta la richiesta di accesso alla tariffa onnicomprensiva sono stati 565 per una potenza complessiva pari a 320 MW. Sia in termini di numerosità che di potenza le tipologie impiantistiche prevalenti ammesse alla tariffa omnicomprensiva sono, nell’ordine, quella idroelettrica, a biogas e a biomasse.
Sempre a proposito di tariffa omnicomprensiva ricordiamo che, recentemente, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che per gli impianti domestici la tariffa erogata non è imponibile ai fini Ivatariffa
erogata  non è imponibile ai fini Iva


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RAPPORTO ENEA: NECESSARIO SVILUPPARE LE FONTI RINNOVABILI IN RITARDO E LE SMART GRID

guide | Page 7

enearinnova010.gifL'ENEA ha presentato ieri in Confindustria il Rapporto Fonti Rinnovabili 2010 per fornire agli imprenditori una sintesi degli scenari del settore delle rinnovabili in Italia, in relazione all'Europa e alle tecnologie più promettenti.
Scopo della presentazione è stato anche quello di coinvolgere maggiormente gli imprenditori nella filiera industriale delle energie rinnovabili in Italia, facendo leva sulla promozione tra il sistema della ricerca e quello industriale. L'introduzione di innovazioni nei settori industriali delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e delle tecnologie low-carbon possono costituire opportunità per favorire l’internazionalizzazione e la competitività delle imprese italiane . Il rapporto è un documento molto elaborato di 244 pagine che affronta tutte le tematiche dello sviluppo delle energie rinnovabili in Italia, dal confronto con l'Europa, all'identificazione degli incentivi e degli sviluppi tecnologici nel mercato. Chiude il rapporto un'interessante appendice con le schede tecnologiche di ogni tipologia di impianto da fonte rinnovabile.


RINNOVABILI UN MERCATO ANTICRISI
Nel rapporto viene presentato il settore delle fonti rinnovabili come una delle chiavi, insieme ad un uso più efficiente dell'energia, per uscire dalla crisi economica e dall'aumento dei costi e delle incertezze legate all'approvvigionamento energetico. A conferma di questa teoria vengono presentati i dati che dimostrano la crescita straordinaria (a livello internazionale) dell'offerta di energia da fonti rinnovabili che, secondo i dati dell'agenzia Internazionale dell'Energia, è arrivata a coprire nel 2007 il 12,4% dell’offerta totale di energia primaria e il 17,9% di elettricità.
In assoluto l'energia solare è cresciuta a tassi medi annui del 9,8%, dal 1990 al 2007,mentre quella eolica, nello stesso periodo del 25%, a fronte di un tasso di crescita dell'offerta mondiale di energia primaria dell'1,9%. Nell'unione Europea secondo i dati Eurostat la capacità istallata per la produzione elettrica è salita dal 1997 al 2007 del 54% e l'elettricità da rinnovabili è arrivata a coprire nel 2008 una quota pari al 16,4% del totale.
Nel nostro Paese, rileva l'Enea, grazia anche all'elevata remunerazione delle tariffe incentivanti alcune fonti hanno raggiunto sviluppi molto incoraggianti. Ricordiamo che gli incentivi elevati sono stati una necessità obbligata, visti gli impegni assunti in sede Europea e lo stato di partenza da cui il nostro Paese partiva impegni  assunti in sede Europea e lo stato di partenza  da cui
il nostro Paese partiva . Senza incentivi adeguati il settore non si sarebbe mosso, causa anche di una burocrazia troppo pressante e avremmo dovuto aumentare il livello di importazioni di energia pulita per far fronte agli impegni .Già ora il nostro piano di azione nazionale per lo sviluppo delle rinnovabilipiano
di azione nazionale per  lo sviluppo delle rinnovabili prevede il ricorso parziale alle importazioni di energia verde.
L'Enea sottolinea come nel fotovoltaico la nuova capacità installata nel 2009 (574 MWp) sia stata largamente superiore a quella cumulata complessivamente fino all’anno precedente (458 MWp), contribuendo a superare la soglia di 1 Gwp.
Vedremo se il trend continuerà dopo la decisione del Governo di tagliare dal prossimo anno le tariffe incentivanti del Conto energia (terza versione)
tariffe incentivanti del Conto energia (terza versione) del 20% e a seguire di un 6% ulteriore in ciascuno dei due anni successivi (2012-2013).

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