Martedi, 19 Giugno 2018

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COMUNI RICICLONI: L'ANALISI SULLO STATO DI GESTIONE DEI RIFIUTI IN BASE ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA


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Comuni Ricicloni: l'Analisi sullo Stato di Gestione dei Rifiuti in Base alla Raccolta Differenziata | Indice di Buona Gestione | Legambiente

Legambiente ha pubblicato ieri l'interessante rapporto “Comuni Ricicloni 2010” che analizza lo stato della gestione dei rifiuti dei comuni italiani sulla base della quantità di raccolta differenziata. Legambiente riconosce l'appellativo di “riciclone” ai comuni che superino il 50% di raccolta differenziata, rispetto a tutti i rifiuti urbani prodotti nel 2009, così come stabilito dalle norme comunitarie e dalla legge finanziaria del 2007. Visto l'alta efficienza registrata al nord da questo punto di vista, l'associazione che per i comuni al di sotto dei 10mila abitanti del nord Italia, la soglia di riferimento sia il 55% di raccolta differenziata. I risultati raccolti dall'associazione sono tutto sommato buoni seppur con enormi differenze territoriali, come spesso capita in queste indagini nazionali. Quasi dodici milioni di italiani (11.763.274 per l'esattezza) differenziano oltre il 50% dei rifiuti in 1488 Comuni. Con il servizio di raccolta differenziata i comuni promossi hanno evitato l'emissione di 2,33 milioni di tonnellate di CO2 (rispetto allo scenario inerziale che ci sarebbe stato a partire dal 1990), pari al 5% dell’obiettivo del protocollo di Kyoto per l’Italia . Senza dimenticare che quasi 7 milioni di tonnellate di rifiuti sono state sottratte alla discarica. Abbiamo visto ieri quali sono gli obiettivi imposti dall'Europa al nostro Paese  quali sono gli obiettivi imposti dall'Europa  al nostro
Paese (e agli stati membri) in termini di riduzione delle emissioni, tuttavia esiste una sorta di patto d'onore tra Europa e città italiane per fare di più. SI tratta del "Patto dei Sindaci" in cui l'Europa propone ai comuni di andare oltre al 20% di riduzione delle emissioni. Legambiente fa sapere che sono circa 400 le città italiane ad aver sottoscritto l'accordo.



PRINCIPALI RISULTATI TERRITORIALI
Il premio di comune più riciclone d'Italia va a Ponte delle Alpi, in provincia di Belluno che grazie anche al contributo dei suoi 8499 abitanti ha raggiunto l'83,5% di raccolta differenziata, facendo registrare l'indice di buona gestione più alto d'Italia (vedi box a fine articolo). E' il veneto in assoluto però a far registrare performance decisamente superiori alla media. A livello regionale il veneto, infatti, fa registrare una percentuale del 67% delle amministrazioni virtuose sul totale dei consumi, seguono le altre regioni del nord con il  Friuli Venezia Giulia (34,2%), la Lombardia (28,8%) e il Piemonte con il 23,9%.
Nella classifica per comuni al di sopra dei 10mila abitanti, troviamo nelle prime 27 posizioni solo comuni veneti e trentini, mentre per quanto riguarda i comuni al di sotto di tale soglia di cittadini nei primi 30 posti solo al 9° e al 10° posto troviamo comuni non veneti (un trentino e un torinese).
Male le grandi città con nessuna performance degna di nota per Legambiente che abbia permesso di superare la soglia stabilità ed entrare nell'Olimpo dei ricicloni. L'associazione sottolinea la brutta figura di Milano che raggiunge una soglia di raccolta differenziata appena sopra il 30%, interrompendo l’estensione della raccolta differenziata della
frazione umida per cercare di giustificare un nuovo inceneritore. Non va meglio alla capitale che invece di spingere sulla raccolta differenziata porta a porta e sulla costruzione degli impianti per il trattamento dell’organico, insegue l’ennesimo impianto di incenerimento.
Al centro Italia nella classifica delle città con oltre 10mila abitanti, troviamo solo comuni toscani e marchigiani, mentre in quella dei piccoli comuni (sotto i 10.000 abitanti), troviamo comuni laziali e marchigiani.
Anche il sud non brilla per quanto riguarda le performance pur con qualche punta di eccellenza, come Salerno, miglior capoluogo riciclone del Centro Sud, per aver raggiunto il 60,3% di raccolta differenziata.
La Sardegna conferma i buoni risultati fatti registrare negli scorsi anni, passando da una percentuale regionale del 3% nel 2002 al 35% fatto registrare lo scorso anno. Bene anche la Campania, strano ma vero, che tra mille contraddizioni, riesce a far registrare 84 comuni meritevoli, Salerno in testa. Al Sud e nelle Isole nelle graduatoria delle città con oltre 10mila abitanti troviamo solo città campane e sarde, mentre nei piccoli comuni (sotto i 10mila) oltre a 67 comuni campani e 27 sardi, troviamo 11 comuni dell'Abruzzo, 7 Comuni della Sicilia e 4 calabresi. Nelle graduatorie fa capolino anche per la prima volta un comune pugliese (Monteparano, provincia di Taranto).


SACCHETTI DI PLASTICA
Legambiente ricorda che i sacchetti di plastica costituiscono un grave problema di inquinamento ambientale, che provoca ogni anno la morte di migliaia di pesci, balene, delfini e altri animali. Per questa ragione l'associazione lancia una petizione per il rispetto delle specie viventi, del paesaggio e dell'ambiente, rivolta agli esercizi commerciali perché trovino soluzioni alternative. Legambiente chiede anche al Ministro dell'Ambiente (Stefania Pprestigiacomo ndr) di impegnarsi per non prorogare ulteriormente il divieto di commercializzazione di sacchi non biodegradabili, non rispondenti ai criteri fissati dalla norma comunitaria EN 13432, oltre il 31 dicembre 2010.
In Italia fa sapere l'associazione sono già 150 i comuni che hanno emesso un'ordinanza per vietare la distribuzione di sacchetti di plastica, ai quali si aggiungeranno prossimamente altre 250 località che hanno manifestato l’intenzione di metterli al bando.




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LE PROPOSTE DI LEGAMBIENTE
Comuni ricicloni non è solo un report statico della situazione della gestione dei rifiuti in Italia ma propone anche delle soluzioni per uscire dall'Emergenza rifiuti. Di seguito riportiamo le dieci proposte di Legambiente


  • Aumentare il costo dello smaltimento in discarica
  • Diffondere le raccolte differenziate domiciliari in tutti i Comuni italiani
  • Completare la rete impiantistica per il recupero e il trattamento dei rifiuti
  • Rivedere il sistema di premialità/penalità per premiare la riduzione e il riciclaggio
  • Promuovere la diffusione delle buone pratiche locali sulla prevenzione
  • Avviare la redazione del Programma nazionale di prevenzione
  • Promuovere la qualità delle raccolte differenziate per massimizzare il riciclaggio
  • Garantire la certezza normativa, a partire dal passaggio tassa/tariffa
  • Non riaprire la stagione dei commissariamenti per l’emergenza rifiuti 
  • Introdurre i delitti ambientali nel codice penale e istituire un fondo per le bonifiche dei siti orfani


BOX: INDICE DI BUONA GESTIONE
Per analizzare la performance dei comuni in termini di raccolta differenziata Legambiente considera anche l'indice di buona gestione. Si tratta di un voto alla gestione dei rifiuti urbani che considera tutti i molteplici aspetti della questione. Dal recupero di materia, alla riduzione del quantitativo di rifiuti, dalla sicurezza delle smaltimento all'efficacia del servizio. Per migliorare questo indice il comune deve porre attenzione anche alla diminuzione della produzione pro capite di rifiuti, all'incremento della raccolta differenziata dei RUP e alla promozione del compostaggio domestico.

  [Via:Comuni ricicloni 2010Comuni ricicloni 2010 ]


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