Lunedi, 23 Aprile 2018

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DA GREENPEACE LA CLASSIFICA DELLE AZIENDE ITALIANE PIÙ INQUINANTI


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Per il quarto anno consecutivo Enel si classifica al primo posto nella classifica di Greenpeace dei grandi inquinatori italiani dell'anno, precedendo nella lista dei “cattivi” Edison e il gruppo Saras. Il settore termoelettrico risulta di gran lunga quello più inquinante con 122,2 milioni di tonnellate (Mt) di CO2, seguito da quello della produzione di cemento (23,3 Mt), dalla raffinazione (23,1 Mt), da quello della produzione di acciaio (8,6 Mt), della carta (4,3 Mt), del vetro (2,6 Mt) e della ceramica (0,4 Mt). Oltre ad Enel nel termoelettrico, le aziende più inquinanti per ogni settore risultano essere: nella produzione del cemento, Italcementi (5,6 Mt), nella raffinazione, Eni (7,3 Mt) e nella produzione di acciaio, Ilva (5,4 Mt).
Parlando di Termoelettrico, Greenpeace sottolinea che la sola centrale Enel a Carbone “Brindisi Sud” ha emesso nel 2009, 13 milioni di tonnellate (Mt) di CO2, il 2,9% in più dell'anno precedente e quasi 3 Mt in più dei limiti imposti dalla Direttiva europea sulle emissioni (Emission Trading Scheme), ovvero 10,4 Mt di CO2. Il secondo grande impianto più inquinante è la centrale Edison di Taranto con 5,9 Mt di CO2 (+2% rispetto al 2008), mentre il terzo è la raffineria Saras di Sarroch con 5,2 Mt di CO2 (+3,1% rispetto al 2008). La crisi economica, però, rileva Greenpeace ha contribuito a ridurre le emissioni di CO2 nel 2009, nello specifico si è passati da 538,6 Mt del 2008 a 502 Mt (-6,8%). A questo risultato hanno contribuito anche gli interventi per migliorare l'efficienza energetica, tuttavia rispetto al 1990, la diminuzione totale è stata del 3%, pari a meno della metà dell'obiettivo fissato dal Protocollo di Kyoto.
I dati degli ultimi cinque anni dimostrano una riduzione costante delle emissioni nel settore termoelettrico, passate dalle 147 Mt del 2005 alle 122,2 del 2009 (-16,8%). Il merito, rileva Greenpeace, è anche della massiccia diffusione delle fonti rinnovabili, il cui contributo (complice anche la crisi) ha oramai superato il 20% (20,8% del consumo interno lordo nel 200920,8%
del consumo interno lordo nel 2009). Energie rinnovabili che potrebbero dare un contributo ancora maggiore, se non si continuasse a puntare sul carbone e in futuro sul nucleare.


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Greenpeace sottolinea che le centrali autorizzate o in corso di autorizzazione produrranno un totale di 38,9 nuovi Mt di CO2, quota che impedirà all'Italia di raggiungere gli obiettivi sottoscritti a livello europeo circa la riduzione delle emissioni al 2020. Quattro di queste sette nuove centrali a Carbone sono di Enel (due già realizzate e due ipotizzate).
La Classifica Grandi Inquinatori 2009 è disponibile per il download a
questo indirizzoquesto
indirizzo.


IL BOTTA RISPOSTA GREENPEACE- ENEL
Greenpeace nella nota di presentazione della classificanota
di presentazione della classifica sottolinea che il piano di investimenti di Enel comporterebbe quasi il raddoppio delle sue emissioni di CO2. Alla Ong ha risposto la stessa Enel che ha precisato come la CO2 non sia un inquinante con effetti sull'ambiente e la salute delle regioni dove viene prodotta. E', infatti, un gas responsabile dell'effetto-serra a livello globale. In più l'azienda ha rivendicato di avere ridotto dal 1990 al 2009 le proprie emissioni di CO2 del 28%, contro un 3% dell'Italia. La CO2 generata dalle centrali termoelettriche, continua Enel, è pari a solo il 20% della produzione nazionale, mentre il 70% è generato dai trasporti, dalle altre industrie e da altri settori.

 

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Si ringrazia l'utente mafemafe di flickr per l'immagine



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