Sabato, 20 Ottobre 2018

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ECOSISTEMA URBANO: PEGGIORA LO STATO DI SALUTE DELLE GRANDI CITTÀ ITALIANE


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Legambiente ha pubblicato oggi la diciassettesima edizione del rapporto annuale “Ecosistema Urbano” sulla qualità ambientale dei capoluoghi di provincia, redatto in collaborazione con l’Istituto di ricerche Ambiente Italia ed editoriale de Il Sole 24 Ore.
Si tratta di un documento che analizza e monitora lo stato di salute delle nostre città, a partire dall'analisi di 125 parametri ambientali per un totale di oltre 125 mila dati elaborati. Sulla base di queste informazioni, Legambiente poi provvede poi a stilare una classifica, basata sulla somma delle prestazioni ottenute nei vari indicatori. Vediamo qualche stralcio del rapporto per capire quale è lo stato di salute delle nostre Città.
Secondo Legambiente i parametri ambientali delle grandi città italiane (quelle con più di mezzo milione di abitanti) sono in caduta libera (con l'eccezione di Torino) e hanno visto nell'ultimo anno peggiorare il loro stato di salute. Qualche esempio? Milano peggiora in tutti gli indici della qualità dell'aria, soprattutto per quanto riguarda le concentrazioni di OzonoOzono, con 60 giorni di superamento dei limiti contro i 41 dello scorso anno. Napoli e Palermo come riportato anche dalle notizie di cronaca continuano ad essere sommerse dai rifiuti, non riuscendo ad attivare un sistema di raccolta differenziata efficace dei rifiuti. La Capitale, invece, risulta assediata sia in centro che in periferia dai mezzi privati (auto e moto) che rendono la viabilità impossibile (con tutti i risvolti negativi del caso per quanto riguarda l'inquinamento).
Le città più virtuose sono invece, secondo la classifica: Belluno, Verbania e Parma, seguite a ruota da Trento, Bolzano e Siena, La Spezia, Pordenone, Bologna e Livorno che chiude la top ten.
Gli ultimi posti della classifica, invece, vedono un certo predominio delle città del Mezzogiorno, con l'eccezione di Imperia (93esima) che risulta essere l'unico comune del Nord tra i peggiori venti. Agli ultimi tre posti della classifica troviamo Catania (103° posto), Crotone (102°) e Palermo (101°), mentre completano le ultime dieci posizioni Latina, Vibo Valentia, Trapani, Agrigento Napoli, Messina e Frosinone (94°).
Le grandi città italiane hanno perso posizioni in classifica rispetto allo scorso anno con Milano che passa dal 46° al 63° posto, Genova che passa dal 22° al 32°, Roma dal 62° al 75°, Napoli dall'89° al 96° e Palermo dal 90° al 101°. Recupera tre posizioni, invece, Torino che passa dal 77° posto dello scorso anno al 74° di adesso, migliorando le proprie performance in termini di qualità dell'aria (Pm10 e soprattutto Ozono dove dimezza i giorni di superamento del limite) e per quanto riguarda il trasporto pubblico, consumi idrici e raccolta differenziata, dove arriva al 42%. Ricordiamo che nonostante gli sforzi Torino rimane una delle città più inquinate d'Europa per quanto riguarda la qualità dell'aria una delle città
più inquinate d'Europa per quanto riguarda la qualità dell'aria .
La perdita di posizioni, secondo Legambiente è da imputarsi al peggioramento di parametri come la qualità dell'aria (Milano, Palermo, Roma e Napoli, oppure nel trasporto pubblico (Napoli, Palermo e Genova) o ancora nella depurazione dove tutte le grandi flettono tranne Torino e Genova che restano stabili. Male le grandi città anche sul fronte della raccolta differenziata dove Roma resta immobile ad appena il 19,5% del totale e Palermo scende da un pessimo 4,3% dello scorso anno ad un allarmante 3,9%.


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A livello generale Legambiente riporta una pressoché stabilità delle isole urbane, delle zone a traffico limitato e del verde (anche se secondo l'Istat risultano aumentate le zone verdil'Istat risultano aumentate le
zone verdi ), mentre risulta scarsamente utilizzato il trasporto pubblico (come confermato anche dall'ultima indagine di Altroconsumol'ultima indagine di Altroconsumo ) e si registra un aumento della mobilità privata (anche secondo l'Aci il parco circolante continua ad aumentare)l'Aci
il parco circolante continua ad aumentare) . Anche sul fronte della depurazione della acque reflue non sono stati fatti progressi, così come su quello del miglioramento della rete idrica che ha sempre le sembianze di un colabrodo. Ricordiamo a tal proposito che secondo il Blue Book serviranno 64 miliardi di euro, nei prossimi 30 anni per la manutenzione e lo sviluppo del sistema idricoserviranno
64 miliardi di euro, nei prossimi 30 anni per la manutenzione e lo
sviluppo del sistema idrico.
Secondo il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, la vera emergenza è rappresentata dalla scarsa lungimiranza, dalla mancanza di coraggio e di modernità di chi governa le regioni. A tal proposito Cogliati Dezza ricorda quanto di buono è stato fatto in altre grandi città europee come Londra, dove il road pricing (una sorta di Ecopass) ha ridotto il traffico del 21%, fatto salire del 6% il numero di passeggeri del trasporto pubblico e portato nelle casse cittadine 150 milioni di euro l'anno da reinvestire in mobilità sostenibile. O ancora Parigi dove è stata impiantata una fitta rete di bike sharing che ha permesso di ridurre il traffico e creare interesse per i turisti.

[Via: LegambienteLegambiente ]

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Si ringrazia l'utente ximenatapiaximenatapia di flickr per l'immagine


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