Sabato, 16 Dicembre 2017

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I CONSIGLI DI LEGAMBIENTE AL PIANO DI AZIONE NAZIONALE PER LO SVILUPPO DELLE ENERGIE RINNOVABILI


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I Consigli di Legambiente al Piano di Azione Nazionale per lo Sviluppo delle Energie Rinnovabili |Fotovoltaico | Certificati Verdi |

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato nelle scorse settimane il Piano di Azione Nazionale per il raggiungimento degli obiettivi vincolanti di coprire con energia da fonti rinnovabili il 17% dei consumi lordi nazionali. Il documento programmatico, previsto dalla direttiva 2009/28/CE, traccia le principali linee d'azione per il perseguimento degli obiettivi che riguardano il quadro dei meccanismi di incentivazione e la rimozione di alcune barriere autorizzative (soprattutto regionali) che ostacolano la diffusione stessa delle fonti rinnovabili. Il Piano prevede che le energie rinnovabili coprano il 6,38% del consumo energetico del settore dei trasporti, il 28,97% dell'elettricità e il 15,83% dei consumi per il riscaldamento e il raffreddamento. Per chi volesse approfondire l'argomento a questo indirizzoa
questo indirizzo è possibile trovare la sintesi in formato pdf (33 pagine) del piano di azione nazionale, mentre quiqui è disponibile il piano completo (210 pagine).
Legambiente dopo aver commentato assieme Wwf Italia e Greenpeace che l'obiettivo del governo italiano è troppo timido per quanto riguarda le energie rinnovabili, ha prodotto un documentodocumento che vuole fornire al governo alcuni contributi utili sul tema. Per ragioni di chiarezza espositiva divideremo le osservazioni di Legambiente in due articoli. A questo indirizzo potrete trovare la seconda parte delle considerazioni dell'Associazione alle decisioni del governoseconda parte delle considerazioni dell'Associazione alle decisioni del governo


OBIETTIVI SOTTOSTIMATI
Legambiente ribadisce che l'obiettivo del 17%, seppur in linea con quanto previsto dall'Unione Europea, rimane sottostimato per il potenziale delle fonti rinnovabili nel nostro Paese. Nello specifico l'Italia ha fissato un obiettivo di produzione da fonti rinnovabili pari a 119.250 GWh/a di energia elettrica (10,25 MTOE), di cui 13.300 GWh derivanti da importazioni, mentre l'associazione prevede che si possano ottenere 140000 Gwh/a (140 Twh) da fonti rinnovabili senza ricorrere alle importazioni. Appare fortemente sottostimato il contributo del fotovoltaico, che nel piano governativo prevede un obiettivo di 9600GWh/a, mentre secondo le associazioni del settore (GIFI e APER) si potrebbe arrivare a 19500 GW/h o anche 24000 GW/h.
Anche il contributo delle biomasse è sottostimato, soprattutto perché si riferisce soprattutto a quelle solide senza considerare il potenziale di sviluppo degli impianti a biogas (vedi di cosa si trattavedi
di cosa si tratta). Secondo Legambiente il contributo potrebbe essere maggiore anche di tre volte.
Stessa sorte tocca al solare termico che agli occhi del governo offre un contributo alla causa troppo inferiore rispetto al potenziale, che secondo Legambiente è pari al doppio di quanto indicato nel Piano d'Azione


NO ALLE IMPORTAZIONI DI ENERGIA
Legambiente sottolinea come diversi studi dimostrino come sia possibile per l'Italia raggiungere gli obiettivi del 2020 e anche superarli senza fare ricorso alle importazioni dall'estero. La rinuncia alle importazioni oltre che possibile produrrebbe anche diversi vantaggi ambientali ed economici diretti ed indiretti. Indiretti perché comporterebbe una riduzione delle opportunità di innovazione energetica del nostro Paese e di sicurezza energetica. Eventuali aumenti dei consumi, infatti, costriggerebbero ad aumentare la quantità di energia importata, per cui, essendo le quote rinnovabili imposte dall'Unione Europea, passeremmo da una dipendenza dall'estero per quanto riguarda le fonti fossili ad una dipendenza anche di energia da fonti alternative. Un non senso visto il potenziale italiano in questo campo.
I costi diretti invece derivano dalla necessità di nuove interconnessioni verso i Paesi che si affacciano sull'arco alpino Francia, verso i Paesi dell’Est Europa Montenegro, Slovenia, Croazia e Albania e verso il nord Africa. Investimenti di questo tipo andrebbero a discapito di altri interventi necessari sulla rete di distribuzione che avrebbe bisogno dell'introduzione di smart grid

introduzione
di smart grid


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DIFFICOLTÀ BUROCRATICHE E OSTACOLI REGIONALI
Legambiente apprezza che tra gli obiettivi del governo in termini di sviluppo delle energie rinnovabili vi sia l'abbattimento degli ostacoli burocratici e dei vincoli legali che ne ostacolano la diffusione, nonostante gli incentivi. Tuttavia l'associazione critica il fatto che, soprattutto in virtù degli ampi poteri delle Regioni in materia, non si sia impostato una condivisione degli obiettivi tra potere centrali e amministrazioni Locali già in sede di definizione del piano di azione, coinvolgendo la Conferenza Stato Regioni. Per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, prosegue Legambiente, è una priorità assoluta ridefinire un contesto di regole chiare e di riferimenti certi sul territorio nazionale. Altrettanto importante è prevedere nelle linee guida una criterio di progressività e di tutela per gli impianti soprattutto di piccole dimensioni, magari prevedendo anche dei premi per i comuni che si coordinano nel promuovere progetti da fonti rinnovabili.



CONTRADDIZIONE TRA LE SCELTE POLITICHE E LA PROMOZIONE DEGLI INCENTIVI
Il Piano di Azione Nazionale prevede che vengano proseguite le misure di incentivazione delle fonti rinnovabili, tuttavia, rileva Legambiente le politiche del Governo sembrano andare in direzione opposta. La continuità degli incentivi, quale elemento necessario per il raggiungimento degli obiettivi comunitari, viene continuamente minata dalle decisioni dello stesso esecutivo. Emblematica è la decisione assunta nella recente manovra economica (art 45) di cancellare l'obbligo da parte del GSE di acqusitare i certificati verdi in eccessocancellare
l'obbligo
da parte del GSE di acqusitare i certificati verdi in
eccesso, anziché elevare la quota obbligatoria. A questo incomprensibile passo indietro si aggiunge il ritardo e la titubanza del governo in tema di prolungamento del Conto Energia, per il solare fotovoltaico e della detrazione del 55% per il solare termicodetrazione
del
55%  per il solare termico. Il meccanismo dei certificati bianchimeccanismo
dei
certificati bianchi, invece appare inadeguatamente valorizzato per promuovere l’efficienza energetica in edilizia e lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

 

   


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Si ringrazia l'utente David ReevesDavid
Reeves di flickr per l'immagine


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