Venerdi, 24 Novembre 2017

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RAPPORTO ENEA: NECESSARIO SVILUPPARE LE FONTI RINNOVABILI IN RITARDO E LE SMART GRID


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Rapporto Enea: Necessario Sviluppare le Fonti Rinnovabili in Ritardo e le Smart Grid | Efficienza Energetica | Biomasse |

L'ENEA ha presentato ieri in Confindustria il Rapporto Fonti Rinnovabili 2010 per fornire agli imprenditori una sintesi degli scenari del settore delle rinnovabili in Italia, in relazione all'Europa e alle tecnologie più promettenti.
Scopo della presentazione è stato anche quello di coinvolgere maggiormente gli imprenditori nella filiera industriale delle energie rinnovabili in Italia, facendo leva sulla promozione tra il sistema della ricerca e quello industriale. L'introduzione di innovazioni nei settori industriali delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e delle tecnologie low-carbon possono costituire opportunità per favorire l’internazionalizzazione e la competitività delle imprese italiane . Il rapporto è un documento molto elaborato di 244 pagine che affronta tutte le tematiche dello sviluppo delle energie rinnovabili in Italia, dal confronto con l'Europa, all'identificazione degli incentivi e degli sviluppi tecnologici nel mercato. Chiude il rapporto un'interessante appendice con le schede tecnologiche di ogni tipologia di impianto da fonte rinnovabile.


RINNOVABILI UN MERCATO ANTICRISI
Nel rapporto viene presentato il settore delle fonti rinnovabili come una delle chiavi, insieme ad un uso più efficiente dell'energia, per uscire dalla crisi economica e dall'aumento dei costi e delle incertezze legate all'approvvigionamento energetico. A conferma di questa teoria vengono presentati i dati che dimostrano la crescita straordinaria (a livello internazionale) dell'offerta di energia da fonti rinnovabili che, secondo i dati dell'agenzia Internazionale dell'Energia, è arrivata a coprire nel 2007 il 12,4% dell’offerta totale di energia primaria e il 17,9% di elettricità.
In assoluto l'energia solare è cresciuta a tassi medi annui del 9,8%, dal 1990 al 2007,mentre quella eolica, nello stesso periodo del 25%, a fronte di un tasso di crescita dell'offerta mondiale di energia primaria dell'1,9%. Nell'unione Europea secondo i dati Eurostat la capacità istallata per la produzione elettrica è salita dal 1997 al 2007 del 54% e l'elettricità da rinnovabili è arrivata a coprire nel 2008 una quota pari al 16,4% del totale.
Nel nostro Paese, rileva l'Enea, grazia anche all'elevata remunerazione delle tariffe incentivanti alcune fonti hanno raggiunto sviluppi molto incoraggianti. Ricordiamo che gli incentivi elevati sono stati una necessità obbligata, visti gli impegni assunti in sede Europea e lo stato di partenza da cui il nostro Paese partiva impegni  assunti in sede Europea e lo stato di partenza  da cui
il nostro Paese partiva . Senza incentivi adeguati il settore non si sarebbe mosso, causa anche di una burocrazia troppo pressante e avremmo dovuto aumentare il livello di importazioni di energia pulita per far fronte agli impegni .Già ora il nostro piano di azione nazionale per lo sviluppo delle rinnovabilipiano
di azione nazionale per  lo sviluppo delle rinnovabili prevede il ricorso parziale alle importazioni di energia verde.
L'Enea sottolinea come nel fotovoltaico la nuova capacità installata nel 2009 (574 MWp) sia stata largamente superiore a quella cumulata complessivamente fino all’anno precedente (458 MWp), contribuendo a superare la soglia di 1 Gwp.
Vedremo se il trend continuerà dopo la decisione del Governo di tagliare dal prossimo anno le tariffe incentivanti del Conto energia (terza versione)
tariffe incentivanti del Conto energia (terza versione) del 20% e a seguire di un 6% ulteriore in ciascuno dei due anni successivi (2012-2013).


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Per quanto riguarda l'eolico, l’Italia risulta il terzo paese in Europa nel 2009, sia per nuova potenza installata (1.113 MW) che per potenza cumulata (4.850 MW). Tolte queste due fonti la strada da percorrere dall'Italia nelle fonti rinnovabili risulta piuttosto lunga. Sussiste un ritardo soprattutto nelle Biomasse e nel settore del solare termico, come rilevato anche da Legambienteome rilevato anche da
Legambiente , in cui il potenziale disponibile rimane altamente non sfruttato. Particolarmente grave la situazione del solare termico dove l'Italia è posizionata al quattordicesimo posto tra i paesi UE, con una potenza installata di 23,4 kWth ogni 1.000 abitanti rispetto ai 362 kWth dell’Austria. Secondo l'Enea un'accelerazione verso uno sviluppo delle tecnologie low carbon, anche in questi settori, permetterà all'Italia non solo di raggiungere gli obiettivi Europei, ma anche di creare un'identità sostenibile del sistema energetico del Paese ed uscire rapidamente dalla crisi. Una svolta di questo tipo potrebbe, se affiancata ad un maggior ricorso all'efficienza energetica, consentire di dimezzare al 2040 le emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 2005 e già nel medio periodo (2020), quasi un quarto dell’abbattimento totale del gas serra sarà possibile grazie alle rinnovabili, principalmente biocombustibili e rinnovabili elettriche.
Oltre allo sviluppo delle fonti che attualmente non sono sfruttate e a quello delle fonti forti (fotovoltaico , eolico) vanno poi associate le opportunità di investimento nel settore delle infrastrutture di trasporto e distribuzione dell’energia come le Smart Grid, dal cui sviluppo dipende un’ampia diffusione delle rinnovabili. Queste reti intelligenti che se implementate in Europa potrebbero, secondo Greenpeace, portare alla creazione di un sistema energetico in grado di coprire il 90% del fabbisogno europeoGreenpeace,
portare
alla creazione di un sistema energetico in grado di coprire
il 90% del fabbisogno europeo, sono state anche recentemente oggetto di una campagna di promozione da parte dell'Autorita per l'Energia e il Gascampagna
di
promozione da parte dell'Autorita per l'Energia e il Gas. Solo grazie alle smart grid è possibile, infatti assorbire i picchi di energia prodotti dalle fonti rinnovabili e veicolarle a distanza dove c'è richiesta. Attualmente, ad esempio, in giornate particolarmente ventose, quando le reti attuali non riescono ad assorbire i picchi di energia eolica, vengono spenti gli impianti.

[Via: Rapporto Energie Rinnovabili 2010Rapporto Energie Rinnovabili 2010 ]

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CREDIT

Si ringrazia l'utente Dirk GentlyDirk
Gently di flickr per l'immagine



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