Lunedi, 16 Luglio 2018

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CONTO CORRENTE: IL CONTO DEPOSITO TITOLI E LA GESTIONE DELLE COMMISSIONI


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Dopo aver esaminato brevemente in che modo sia possibile risparmiare con il conto corrente e attraverso i suoi principali servizi di pagamento, diamo uno sguardo a quali sono le caratteristiche dei servizi di investimento. Abbiamo visto come risparmiare su alcune voci che arricchiscono le righe dei nostri estratti conto. Ma finora abbiamo tralasciato un rapido approfondimento sui principali strumenti di investimento. Vediamo pertanto in che modo sia possibile ridurre al minimo i canoni periodici su tali servizi, e come sia possibile eliminare (o contrarre fortemente) le commissioni pagate sulle singole transazioni. Occorre innanzitutto chiarire cosa si intende per strumenti di investimento veri e propri. Usando un po’ di sintesi, diciamo che ai fini di questa rapida rassegna vogliamo prendere in esame solo gli investimenti in titoli di stato, fondi comuni di investimento, obbligazioni, azioni (tralasciando che sia possibile investire in una lunga serie di altri strumenti quali prodotti assicurativi, gestioni patrimoniali, ecc.). Gli strumenti di investimento di cui sopra necessitano innanzitutto di un deposito titoli. Si tratta, appunto, di un deposito nel quale iscrivere i titoli intestabili al legittimo titolare. Il semplice mantenimento del deposito titoli ha un costo che è spesso variabile a seconda della tipologia dello stesso “conto”. I più semplici e più economici saranno quelli destinati a “contenere” esclusivamente titoli di Stato o fondi comuni di investimento, o ancora altri titoli emessi dalla stessa Banca. Ma vi sono dei depositi ovviamente molto più complessi, che permettono l’effettuazione di operazioni meno basilari che quelle relative a un acquisto di Bot, consentendo – ad esempio – l’acquisto di azioni negoziate su borse estere. Partendo dai più economici, tuttavia, dobbiamo probabilmente citare i “contenitori” delle quote di fondi comuni di investimento tra quelli meno esosi. Spesso e volentieri tali depositi non hanno alcun costo di mantenimento, e tutte le commissioni sono legate frequentemente alle spese riferibili alle comunicazioni periodiche. Man mano che si avanza con la gamma degli strumenti di investimento sottoscrivibili, crescono anche i costi.

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Occorre infatti pensare al deposito titoli quale a un conto nominativo a tutti gli effetti, sul quale è necessario pagare l’imposta di bollo, esattamente come accade per i conti correnti. Tra questi depositi nominativi, il più semplice da ottenere (e il meno caro da mantenere) è sicuramente quello che contiene solamente titoli di Stato. Più onerosa è invece la gestione di un deposito titoli contenente obbligazioni o azioni italiane, mentre ancor più salata sarà invece la titolarità di un deposito titoli contenente titoli esteri. A prescindere dalla tipologia di deposito titoli esaminata (i cui costi varieranno da banca a banca), ciò che occorre considerare in via preliminare è l’esigenza che appartiene ai nostri desideri di investimento. Se infatti il nostro unico scopo è quello di accantonare i risparmi acquistando periodicamente delle quote di fondi comuni di investimento italiani / lussemburghesi, piuttosto che sottoscrivere dei titoli di Stato alle aste periodiche, è probabile che la scelta meno adeguata sia quella di un deposito titoli che ci consente l’operatività sui mercati azionari esteri. Occorre pertanto – anche grazie al consulente bancario – valutare esattamente quelle che sono le nostre necessità, al fine di compiere la scelta più oculata e economicamente più conveniente per le nostre tasche. Una volta aperto un deposito titoli con il quale operare, dobbiamo anche fare i conti con le commissioni delle singole transazioni. Anche in questo caso, il costo varia a seconda della tipologia di operazione che vogliamo porre in essere. Per quanto riguarda i titoli di Stato, l’istituto di credito percepisce principalmente una commissione in sede di acquisto degli stessi titoli, o di rivendita nel caso di successiva transazione sul mercato secondario. Per quanto riguarda invece i fondi comuni di investimento, l’unica commissione esplicita spesso e volentieri sarà quella relativa all’operazione di acquisto. In questo caso, qualora sia nostra intenzione quella di investire in maniera continuativa su tali fondi, la sottoscrizione di un piano di accumulo capitale potrebbe essere una buona occasione non solo di sfruttamento delle opportunità di crescita dei guadagni attraverso un ingresso graduale sul fondo (su tale aspetto ci soffermeremo un’altra volta!), ma anche un occasione di risparmio attraverso l’acquisto di rate con commissioni solitamente fortemente scontate rispetto agli acquisti unici estemporanei. Ancora, l’istituto di credito tratterrà delle commissioni anche per le operazioni di acquisto o di vendita delle azioni (spesso in termini assoluti, e non percentuali), così come per tutte le transazioni sui mercati azionari esteri. In tutti questi casi, la via al risparmio sembra essere quel filo conduttore che durante queste settimane ci ha tenuto compagnia: l’utilizzo dei servizi di internet banking e di phone o mobile banking. La maggior parte dei principali istituti bancari europei offre infatti la possibilità di sottoscrivere (spesso gratuitamente) un servizio di internet banking per gestire il proprio conto corrente da casa, in qualsiasi momento. Altrettanto frequentemente questi servizi sono in grado di includere anche l’operatività in titoli nelle loro previsioni: in questo caso, lo sconto sulle commissioni sulle singole operazioni può giungere ad essere davvero significativo. Per il resto, i nostri consigli sono esattamente quelli presentati durante l’analisi dei conti correnti. Consigliamo perciò, qualora sia vostra intenzione ridurre al massimo le spese, rinunciando a qualche servizio tradizionale, di richiedere alla vostra banca la possibilità di ricevere in via elettronica tutta la documentazione periodica che giungerà periodicamente dall’istituto di credito in relazione al deposito titoli.


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CREDIT
Si Ringrazia l'utente ©athrine©athrine di flickr per l'immagine


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