Venerdi, 24 Novembre 2017

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CGIL: DICHIARATA GUERRA CONTRO GLI STAGE E I PRATICANTATI TRUFFA, CHE INVECE CHE FORMARE SFRUTTANO


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Nelle ultime settimane abbiamo visto che in Italia quasi un giovane su cinque abbandona gli studi dopo la licenza mediaquasi
un giovane su cinque abbandona gli studi dopo la licenza media, e che una percentuale quasi analoga di ragazzi non studia né lavoranon
studia né lavora. Ma in un Paese dove il tasso di disoccupazione giovanile oscilla tra il 25 e il 29%tasso
di disoccupazione giovanile oscilla tra il 25 e il 29%, il rapporto con il mercato del lavoro è complicato anche per quei giovani che riescono ad accedervi.
L'inquadramento lavorativo di diplomati e laureati passa sempre più frequentemente, infatti, per stage, tirocini e praticantato che in molti casi tendono ad assumere le caratteristiche dello sfruttamento gratuito.
A denunciare la situazione ci ha pensato la Cgil, lanciando la mobilitazione “NON+ Stage truffa” che, si inserisce nella campagna nazionale, “Giovani NON+ disposti a tutto”.
Su questo punto la Cgil ricorda che benché Stage-tirocinio e praticantato, per legge, non siano considerati rapporto di lavoro, devono comunque essere strumenti formativi che permettano ai giovani di conoscere il lavoro o di consentire l'accesso alle professioni. In moltissimi casi, invece, denuncia l'organizzazione sindacale, questi strumenti vengono utilizzati come lavoro gratuito o sottopagato in sostituzione di personale dipendente. Si sostituisce in pratica l'idea della formazione permanente con quello dello sfruttamento permanente, cercando di risparmiare sul costo del lavoro, a spese dei giovani. Lo stesso accade anche per il praticantato, dove i giovani finiscono per fare qualsiasi tipo di attività a titolo gratuito oppure sottopagati.
Intervenuta sull'argomento il Segretario Generale della Cgil, Susanna Camusso, ha sottolineato proprio come si sia tradito la natura degli stage, passati dall'essere un acceleratore della professionalità dei giovani ad un lavoro gratuito e anche un pò servile. Occasioni formative che di formativo non hanno nulla, ha proseguito la Camusso, ma : “che stanno diventando lavoro gratuito nelle forme di sfruttamento peggiore”.
Per smascherare questa situazione e riportare gli stage al loro effettivo scopo formativo, la Cgil ha lanciato anche una doppia dichiarazione dedicata ai giovani affinchè si difendano dagli stage (praticantati)-truffa. La Cgil chiede che poi, che venga modificata la normativa nazionale per rafforzare i vincoli previsti, recepire la “dichiarazione dello stagista e del praticante” e introdurre specifiche sanzioni qualora la normativa non sia applicata.



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LA DICHIARAZIONE DELLO STAGISTA

  • Stage e tirocinio non sono forme di lavoro
  • Gli stagisti devono essere inseriti o aver da poco concluso percorsi formativi.
  • Lo stagista ha diritto al tutorato.
  • Lo stagista non può sostituire personale dipendente né coprire attività ripetitive prive di contenuto formativo. In più non possono essere previsti obblighi di orario.
  • E' consentito un limite massimo di stagisti in proporzione al personale:
    • massimo 1 stagista per le aziende sotto i 15 dipendenti a tempo indeterminato
    • massimo 2 stagisti per le aziende da 15 a 50 dipendenti,
    • massimo il 10% di stagisti per le aziende sopra i 50 dipendenti.
  • La durata di uno stage deve essere commisurata al progetto formativo e non oltre 6 mesi.
  • Lo stage non può essere prorogato
  • Lo stagista deve esser messo in condizione di formarsi.
  • Allo stagista devono essere riconosciuti pari diritti (es mensa, buoni pasto, trasporti, alloggio e copertura infortunistica
  • Lo stagista ha diritto ad un congruo rimborso spese. Secondo la Cgil allo stagista deve esser garantito, anche mediante il concorso economico delle Istituzioni pubbliche, una borsa di studio pari almeno a 400 euro.


LA DICHIARAZIONE DEL PRATICANTE

  • La pratica è un percorso formativo finalizzato all'accesso alla professione, non costituisce rapporto di lavoro e deve poter essere svolto anche durante il percorso di studi.
  • La pratica deve essere altamente formativa.
  • Il praticante deve esser messo in condizione di formarsi.
  • I praticanti hanno diritto alla formalizzazione del rapporto di praticantato. Devono essere formalmente garantiti tutti i diritti, compreso un equo compenso crescente nell'arco dei due anni.
  • Al praticante devono esser riconosciuti pari diritti.
[Via: CgilCgil ]

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