Martedi, 27 Giugno 2017

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CRESCONO DEL 2,1% LE IMPRESE ROSA, SITE SOPRATTUTTO NEL MEZZOGIORNO E CONCENTRATE NEI SERVIZI


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Le imprese femminili in Italia sono 1.421.085, per lo più imprese individualI, concentrate nei servizi soprattutto nei settori della sanità e assistenza sociale e in quello dell'alloggio e ristorazione. Questo il quadro che emerge dall'ultima rilevazione contenuta nel II° Rapporto Nazionale sull’Imprenditoria Femminile, realizzato da Unioncamere con la collaborazione del Ministero dello Sviluppo Economico e del Dipartimento per le Pari Opportunità. L'imprenditrice tipo ha un'età media di 54 anni, forti aspettative professionali che derivano anche dalle difficoltà presenti nel mercato del lavoro dipendente, risulta più presente nel Meridione e ha come dimensione ideale la micro impresa.
Il Rapporto prende in considerazione le dinamiche di sviluppo delle imprese al femminile nel periodo 2003-2008, per poi approfondire il periodo che va dal giugno 2009 al giugno 2010.
Dall'analisi di questo ultimo periodo, che coincide con il culmine della crisi e con i primi segni di ripresa, emerge come le imprese femminili si siano comportate in maniera nettamente migliore di quelle maschili. Nello specifico, infatti, le prime sono cresciute del 2,1% (pari a + 29.040 unità) mentre quelle maschili sono calate dello 0,4% (pari a - 17.072 unità). A livello geografico la situazione è stata particolarmente positiva nel Lazio (+6.638 unità), in Lombardia (5.310) e in Campania (3.248). Mentre, a livello settoriale, i progressi maggiori si registrano nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+4.346), nel commercio (+4.129) e nelle costruzioni (+4.016).
Nonostante la forma giuridica più diffusa sia l'impresa individuale (è così anche per gli uomini), negli ultimi dodici mesi si è assistito ad una crescita delle società di capitali del 18%. In termini assoluti l'impresa individuale è la forma giuridica prescelta dal 60,7% delle aziende femminili, seguita dalla società di persone e dalla società di capitali con incidenze pari, rispettivamente, a 22,8% e 14,1%. A livello geografico in Molise si registra il maggior peso percentuale delle ditte individuali femminili (l'80,2%), il Lazio è invece la regione con la maggiore incidenza delle Società di Capitale (26,3%), mentre le società di persone spiccano in Trentino Alto Adige (32%).
Come anticipato il settore classico in cui le donne scendono in campo è quello dei servizi, in particolare quelli riferiti alla “sanità e assistenza sociale” dove quasi un'impresa su due, il 41%, è guidata da una donna. Ma il rapporto sottolinea come sempre più le donne tendono ad occupare nuovi terreni, come quello dei servizi alle imprese dove oramai il tasso di femminilizzazione ha raggiunto il 31,6%.
Il Mezzogiorno risulta essere la zona d'Italia dove si concentra maggiormente l'imprenditoria femminile in termini quantitativi e dove, al netto delle isole, si registra un tasso di femminilizzazione del tessuto imprenditoriale pari al 26,1% (a giugno 2010).


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Considerando anche la Sicilia e la Sardegna si registrano nel mezzogiorno 512.620 imprese, pari al 36% di tutto l'universo imprenditoriale femminile. Nel Nord-Ovest ha sede il 24,5% delle aziende guidate da donne, segue il Centro Italia con il 21,5% del totale, ed il Nord-Est con il 17,9%. La Lombardia è la regione con più imprese femminili in termini quantitativi (191.944 aziende), sebbene in termini percentuali sul totale delle imprese risulti l'ultima, con “appena” il 20% di imprese rosa. Alla Lombardia, segue la Campania con (148.803 imprese) e il Lazio (140.225). In termini relativi la regione con il più alto tasso di femminilizzazione delle imprese è il Molise, con quasi un'impresa su tre guidata da una donna (il 30,2%), segue la Basilicata (27,9%) e l'Abruzzo (27,7%).
Il II° Rapporto Nazionale sull’Imprenditoria Femminile è disponibile sul sito di Unioncamere a questo indirizzoquesto
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