Venerdi, 17 Agosto 2018

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Lavori Manuali: Sempre Meno Italiani Disposti a Farli e Oltre 60 Mila Posizioni Restano Vacanti


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Secondo la Camera di Commercio di Milano l'apporto dell'imprenditoria straniera è stato fondamentale per il sistema produttivo italiano, tanto che senza il contributo dei cittadini stranieri, negli ultimi dieci anni ci sarebbe stato il 62% di imprese in menoil
62% di imprese in meno.
Ma a prescindere dalla imprese guidate da stranieri il contributo dei lavoratori non italiani è decisamente importante per la nostra economia, soprattutto per quanto riguarda i lavori manuali. In quest'ambito lavorativo, secondo il Censis lavorano circa 8,357 milioni di occupati (dato 2010), ovvero circa il 36,6% degli occupati del Paese. Tra questi vi sono 4,264 milioni di artigiani e operai specializzati, 1,798 milioni di addetti agli impianti e 2,295 mila lavoratori a bassa o nulla qualificazione. Passando alle professioni i mestieri più diffusi sono gli addetti alle pulizie (969.580), muratori, carpentieri e ponteggiatori (705.126), autisti e camionisti (588.262), meccanici, gommisti e carrozzieri (511.636), piastrellisti, idraulici ed elettricisti (472.435) e operai agricoli specializzati (354.325). In questo enorme universo il Censis ha scoperto che sempre meno italiani sono disposti a svolgere questo tipo di mestiere, lasciando sempre più spazio agli stranieri. Nello specifico tra il 2005 e il 2010, il numero dei lavoratori italiani occupati in lavori manuali è calato dell'11,1% (-847 mila occupati), mentre quello dei lavoratori stranieri è cresciuto dell'84,5% (+718 mila occupati). Si tratta di un vero e proprio effetto sostituzione, visto che sottolinea il Censis, negli ultimi cinque anni l'incidenza dei lavoratori stranieri è passata dal 10% al 18,8% nella media del settore, con punte del 52% tra gli addetti ai servizi di pulizia, del 32% tra gli addetti del settore edile e del 30% tra le figure non qualificate che lavorano nel turismo.
Lavori dunque sempre più svolti da stranieri e sempre meno dai giovani, visto che continua a diminuire la presenza in questi ambiti dei giovani under 35 (calati dal 34,3% al 27,6%). Dall'altra parte, invece la quota degli over 45 è cresciuta dal 34,2% al 40,2%, mentre la presenza femminile rimane stabile al 24,8%.
Eppure questo è un mercato che sembra non sentire la crisi, visto che stando alle previsioni di assunzioni delle aziende, il 43,1% di quelle programmate per il 2010 (ben 238mila nuovi posti di lavoro), riferisce il Censis, sarebbero rivolte a questa tipologia di lavoratori.

 


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Soprattutto per quanto riguarda gli addetti ai servizi di pulizia (8% del totale delle previsioni di assunzione), i muratori (5%) e i conduttori di camion e macchine (2,6%).
Si tratta di un settore dove molto spesso l'offerta di posti di lavoro è superiore alla domanda di lavoro, con oltre 60 mila  posizioni che rischiano di restare vacanti, perché le aziende non trovano persone disposte a svolgere tali lavori o per la scarsa preparazione di quelle individuate. Tra queste circa 36mila posti riguardano operai specializzati, e in particolare muratori in pietra (6.505 posti), meccanici (3.596), elettricisti (3.408), idraulici (2.469), meccanici e montatori di macchinari (2.330). Altri 15 mila riguardano i conduttori di impianti, soprattutto camionisti (2.753) e conduttori di macchine per il movimento terra (1.769), mentre i rimanenti e 9 mila si riferiscono a lavori non qualificati, tra cui soprattutto personale per le pulizie (4.596).
Sicuramente molti di queste posizioni verrebbero coperte con un innalzamento dei salari, ma da questo punto di vista il mercato non è assolutamente elastico.

[Via: CensisCensis ]

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