Giovedi, 21 Giugno 2018

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OCCUPAZIONE: NEL 2010 IL SALDO TRA NUOVI ASSUNTI E LICENZIATI SARÀ NEGATIVO E PARI A 180MILA UNITÀ


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La ripresa economica, come ha avuto modo di segnalare l'OcseOcse, in Italia appare più timida che nel resto d'Europa e stando al rapporto delle economie territoriali di Confcommerciorapporto
delle economie territoriali di Confcommercio, dovrebbe essere trainata maggiormente dalle regioni del Centro Italia, le più dinamiche dal punto di vista economico.
Le speranze che la ripresa dell'economia in Italia rilanci anche il mondo del lavoro, potrebbero, però, non realizzarsi nel breve periodo. Secondo uno studio della Cgia di Mestre, infatti, gli effetti della crisi economica potrebbero continuare ad allargare le già folte schiere dell'esercito dei senza lavoro. L'Associazione ha confrontato il tasso di disoccupazione delle provincie con le previsioni occupazionali fatte dagli imprenditori italiani nell’indagine conoscitiva elaborata da Excelsior-Unioncamere.
I Dati presentati raccontano che a fronte di 802160 nuove assunzioni previste nel 2010, si dovrebbero realizzare 980550 licenziamenti. Il saldo dunque dovrebbe essere negativo con 178390 unità lavorative licenziate in più rispetto a quelle assunte. Rispetto al 2009 il tasso di disoccupazione nazionale dovrebbe aumentare di ben un punto percentuale, attestandosi all'8.7%. Ricordiamo anche che l'Istat ha rilevato che nei primi tre mesi del 2010 un tasso di disoccupazione media pari al 9,1%primi
tre mesi del 2010 un tasso di disoccupazione media pari al 9,1%, il dato peggiore dal 2005. Se le cifre saranno confermate il numero dei disoccupati sarà pari a 2,2 milioni.
Gravi le ripercussioni nelle grandi città del Sud, già ora in grande difficoltà sul fronte lavorativogrande difficoltà sul fronte lavorativo e con Napoli Bari e Catania che vedranno aumentare sensibilmente il numero dei senza lavoro. Ma se il Sud piange di certo il Nord non ride, soprattutto perchè il calo dell'occupazione si ripercuoterà anche nelle roccaforti dell’industria manifatturiera del Settentrione, come Torino, Brescia, Bergamo e Treviso. Anche Milano, una delle capitali economiche d'Italia, subirà ripercussioni sul fronte lavorativo. Anzi secondo la Cgia, sarà proprio la provincia di Milano a far registrare il saldo occupazionale più negativo, con circa 13mila lavoratori in meno, rispetto ai nuovi assunti. Prospettiva piuttosto allarmante, sebbene la provincia di Milano sia una delle zone con il tasso di disoccupazione più basso (5,7% nel 2009). Al secondo posto nella classifica dei peggiori saldi occupazionali (differenza nuove assunzioni - licenziamenti) si piazza Torino con una previsione di 7730 lavoratori in meno, a fronte di un tasso di disoccupazione (nel 2009) dell'8,3%.


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Dietro Torino troviamo Napoli con un saldo negativo di 5650 unità occupate e già in difficoltà per quanto riguarda il fronte lavorativo con 136738 disoccupati nel 2009 (tasso di disoccupazione pari al 14,6%).
La Cgia definisce preoccupanti anche le situazioni di Brescia (-5400 unità), Bergamo (-5280 unità), Treviso (-4990 unità) e Roma (-4.500 unità), sebbene in queste zone (ad esclusione della Capitale) la disoccupazione appare attualmente abbastanza contenuta.
Decisamente problematica la situazione nelle provincie del Sud di Bari e Catania. Il capoluogo pugliese farà registrare un saldo negativo di 4320 unità lavorative, a fronte di un tasso di disoccupazione nel 2009, pari all'11,1%. Anche nella Città siciliana la differenza tra nuovi assunti e licenziamenti sarà negativa e pari a -2550 unità, un dato molto preoccupante soprattutto visto che il tasso di disoccupazione nel 2009 era pari all’11,3%.
In chiusura segnaliamo che secondo un recente comunicato della Cgia di Mestre i lavoratori italiani sarebbero i meno aiutati d'Europalavoratori
italiani sarebbero i meno aiutati d'Europa, con solo lo 0,5% del Pil speso a sostegno.

  [Via: CgiaCgia ]


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Si ringrazia l'utente Danard VincenteDanard
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