Sabato, 25 Novembre 2017

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Per Tre Giovani Laureati su Quattro la Pensione Resta Solo un Miraggio


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Nel recente “Pensions at Glance”, l'Ocse ha sottolineato che l'Italia è il Paese che spende di più in PensioniOcse
ha sottolineato che l'Italia è il Paese che spende di più in
Pensioni con una quota di Pil pari al 14,1% rispetto ad una media del 7%. Una situazione dovuta sostanzialmente a due fattori, l'alta aspettativa di vita e la bassa età pensionabile. Una situazione attualmente gestibile ma che pone seri dubbi sulla sostenibilità della spesa, anche in considerazione del progressivo aumento dell'invecchiamento della popolazione e dal basso tasso di fecondità'invecchiamento della popolazione e dal basso tasso di fecondità , senza dimenticare l'alto tasso di disoccupazione giovanile. Ma quindi il Sistema Italia potrà garantire una pensione anche ai giovani che entrano oggi nel mercato del lavoro? Se non cambiano le cose, sembra difficile e questo i giovani pare che lo sappiano. Infatti, secondo il sondaggio “Il rapporto tra i giovani italiani e la previdenza” condotto da Comunità & Impresa e riportato da IlSole24Ore secondo il 75% dei giovani italiani la pensione è solo un miraggio. Il 60% del campione ( 600 laureati italiani di età non superiore ai 35 anni) ritiene inoltre che i soldi versati all'Inps basteranno solamente per i dipendenti statali e per qualche politico.
Il quadro che emerge insomma è piuttosto tetro, soprattutto per quanto riguarda il futuro proprio e del Paese. Infatti, il 75% degli intervistati è convinto che gli italiani, nei prossimi 30-40 anni, diventeranno mediamente più poveri, mentre uno su quattro prevede per sé un futuro economico mediocre. Quasi otto giovani su dieci (il 78%) ritiene poi che pur versando regolarmente tutti i contributi, la pensione Inps non sarà sufficiente a vivere serenamente la vecchiaia.
L'indagine rivela però anche un scarsa conoscenza da parte dei giovani per quanto riguarda i meccanismi del sistema pensionistico. Infatti, quasi un giovane su due (il 47%) ritiene che non sussista l'obbligo di versare i contributi all'Inps se si ricorre a forme di previdenza complementare, mentre il 60% del campione ignora cosa sia il riscatto della laurea.


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Quasi un terzo dei giovani poi (il 27%) sarebbe a disposto a lavorare in nero pur di mettersi direttamente in tasca almeno la metà dei contributi pensionistici. Un dato quest'ultimo che dipende sicuramente anche dalla bassa paga che percepiscono i giovani laureati, pari in media a poco più di mille euro (per il primo impiego)poco
più di mille euro (per il primo impiego).
Quale soluzione dunque? Secondo l'Ocse l'aumento dell'età pensionabile è una buona soluzione per la sostenibilità del sistema pensionistico negli anni a venire, patto che sia contestualmente aumentata la durata della vita lavorativa Deve soprattutto aumentare la partecipazione al mercato del lavoro dei lavoratori anziani, delle donne e dei giovani. Per questi ultimi potrebbe essere anche una soluzione quella di ricorrere a forme di previdenza complementare, sebbene in Italia non siano ancora molto diffuse. Secondo la Cgia di Mestre, infatti, solo un lavoratore su quattro è iscritto ad un fondo pensione.

solo
un lavoratore su quattro è iscritto ad un fondo pensione.
 

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