Giovedi, 15 Novembre 2018

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CARO LIBRI TRA VECCHI PROBLEMI E NUOVE SOLUZIONI


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Il tempo delle vacanze per molte famiglie non è ancora arrivato che già si uno dei problemi di fine estate si ripresenta col suo carico di polemiche. Sto parlando del caro libri, ovvero una delle voci puntuali di spesa e di rincari che si ripropone ciclicamente alla riapertura delle scuole. E' un'inchiesta di RepubblicaRepubblica a gettare anzitempo benzina sul fuoco, dalla quale traspare come la soluzione dei tetti di spesatetti di spesa per le scuole superiori, lanciata dal Ministro dell'Istruzione del precedente esecutivo (Giuseppe Fioroni) non ha dato i frutti sperati. Anzi la situazione appare ben più grave di un semplice insuccesso, in quanto, stando ai dati, in ben 7 casi su 10 i tetti di spesa previsti sono stati sforati. Secondo Repubblica al ritorno dalle vacanze le famiglie dei ragazzi che si affacciano alle scuole superiori dovranno sborsare una cifra che si aggira intorno ai 500 euro, dizionari esclusi. Una situazione inaccettabile che ha spinto l'attuale Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca (Miur) scientifica Maristella Gelmini, a precisare ,in una recente nota, l'intenzione di approfondire la questione e di predisporre un link sul sito dell'Aie (l'Associazione italiana editori) in cui le scuole potranno spiegare alle famiglie perché non sono riuscite a rientrare entro i tetti fissati dalla norma.

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Resta tuttavia il problema del caro libri, una tassa grave sulla cultura, in un paese che avrebbe bisogno di rilanciarsi anche in questo ambito. Quali allora le possibili soluzioni? L'Ali (Associazione Librai Italiani) lancia una raccolta di firma molto interessante al fine di rendere detraibile fiscalmente le spesa sostenute per i libri di testo, al pari di ciò che avviene per le spese mediche. L'assunto assolutamente condivisibile alla base di questa iniziativa, si legge nel comunicato stampacomunicato stampa, è che la spesa per i libri scolastici rappresenta un investimento per il futuro culturale del nostro paese e non costituisce solamente un beneficio personale dei giovani, che studiando, possono realizzarsi professionalmente. L'Adoc'Adoc, dal canto suo, cavalca l'onda del caro libro, puntando il dito in primo luogo contro gli editori, responsabili della vita media troppo breve dei libri di testo scolastici e proponendo come effettiva soluzione al problema, il noleggio dei libri. Questa soluzione già diffusa in altri paesi potrebbe, secondo le stime dell'adoc, portare ad un taglio delle spese di circa il 50%, invertendo una tendenza che vuole la spesa destinata allo studio aumentata nell'ultimo anno del 12%. Una terza soluzione che pare essere la più semplice ma anche la meno percorsa, potrebbe consistere nel ricorso agli e-booke-book, una risposta digitale facile sia al problema del caro libri sia alle questioni del peso fisico dello studio (leggasi zaini troppo pesanti) e della reperibilità/riciclo della carta con tutte i risvolti ambientali connessi. Insomma questi libri in formato digitale che rappresenterebbero una soluzione comoda ,efficace ed economica per studenti e famiglie, sono una realtà pressoché sconosciuta nella scuola italiana. Speriamo solo che il recente accordo tra il Miur e l'Aei accordo tra il Miur e l'Aei porti effettivamente ad una diffusione maggiore dei libri in formato digitale.


CREDIT
Si ringrazia l'utente
AdrianAdrian di flickr per l'immagine


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