Martedi, 16 Luglio 2019

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Istat: la Presenza di Libri in Casa Influenza il Livello di Lettura Dei Figli


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Qualche tempo fa abbiamo visto come, secondo l'Istat, nel 2010, meno della metà degli italiani aveva dichiarato di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti
aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti. Oggi vogliamo concludere l'argomento presentando alcuni dati che qualificano meglio chi sono i lettori di libri in Italia.
In generale come abbiamo avuto modo di vedere i giovani leggono di più dei grandi con un picco nella fascia di età tra gli 11 e i 17 anni (59%) e una quota minima per gli anziani over 75 (22,9%). Inoltre le donne leggono più degli uomini in tutte le fasce di età (53,1% contro 40,1%), soprattutto in quella tra i 20 e i 24 anni, dove la quota di lettrici sfiora il 65%, mentre quella dei lettori si attesta al 41,3%.


INFLUENZA DEL TITOLO DI STUDIO E DELLA PROFESSIONE SULLA LETTURA
Tra gli elementi che influiscono notevolmente sui livelli di lettura vi è poi il titolo di studio, visto che tale valore è massimo tra i laureati (80,8%) ed è minimo tra chi possiede la licenza elementare o nessun titolo di studio (28,9%). Ma è anche la professione ad influire sui livelli di lettura, che risultano massimi tra i direttivi quadri e impiegati (69,2%), seguono i dirigenti, gli imprenditori e i liberi professionisti (67,3%) e gli studenti (66%). Viceversa i più bassi livelli di lettura si registrano tra gli operai (31,7%), i ritirati dal lavoro (35,3%) e le casalinghe (36,1%).
L'istat definisce “lettore deboli” coloro che leggono al massimo 3 libri nei 12 mesi precedenti , mentre sono “lettori forti” coloro che hanno letto 12 o più libri nello stesso arco temporale. Stando a questa classificazione in Italia risulta essere un lettore debole il 44,3% di chi legge libri, mentre solo il 15,1% è un lettore forte. I lettori deboli sono soprattutto maschi (47,2%), bambini e ragazzi tra gli 11 e i 14 anni (48,5%), le persone over 75 (48,7%) e quelle con la licenza media o titolo inferiore (più del 50%). E ancora l'identikit del lettore debole comprende gli operai (55,4%), chi è in cerca di prima occupazione e le casalinghe (circa il 51%) e i residenti nel Sud (57,5%).
Le quote maggiori di lettori forti si registrano, invece, tra le persone di 60-74 anni (circa il 20%), tra le donne (15,9%), con un picco tra quelle di 65-74 anni (20,2%) e tra i laureati (24%). Percentuali elevate si riscontrano poi tra i dirigenti, gli imprenditori, i liberi professionisti (22,2%) e i ritirati dal lavoro (19,5%). A livello geografico le quote più alte di lettori forti risiedono al Nord (oltre il 18%)


LIBRI NELLE CASE E ABITUDINI DI LETTURA DEI BAMBINI
I libri sono una buona compagnia nelle case degli italiani, tuttavia lo scorso anno, quasi una famiglia su dieci (il 9,6%) ha dichiarato di non possedere libri in casa.


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Tra chi invece li possiede, il 62% ne ha al massimo 100, il 33,8% da 26 a 100, il 28,2% fino a 25, il 15,9% più di 200 e il 12,2% da 101 a 200.
In generale le le quote maggiori di famiglie con oltre 100 libri in casa si riscontrano nel Centro-nord, dove quasi un terzo dei nuclei familiari possiede 100 o più libri, mentre nel Sud tale quota scende sotto il 18%.
Il numero dei libri presenti in casa è uno degli elementi che può influire sulle abitudini di lettura dei bambini e dei ragazzi, infatti, i dati Istat evidenziano un significativo incremento della quota di giovani lettori in quelle famiglie dove i libri sono più presenti in casa. I numeri dicono che se in media il 58,2% dei bambini e ragazzi di 6-14 anni dichiara di aver letto almeno un libro. Tale quota raggiunge il 78,1% nel caso in cui in casa siano presenti più di 200 libri, mentre la percentuale crolla al 23,6% se in casa non ce ne sono affatto.

 

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