Sabato, 18 Gennaio 2020

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CROLLA LA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI: SI SALVA SOLO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E I MAGISTRATI


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Torna a scendere la Fiducia degli italiani nelle istituzioni, raggiungendo il punto più basso dal 2004. A riferirlo è l'Eurispes che ha diffuso in anteprima una delle schede del prossimo Rapporto Italia 2011, relativa appunto alla fiducia dei cittadini verso le Istituzioni. In concreto l'indagine Eurispes ha evidenziato che nel corso dell'ultimo anno, solo nel 2,2% degli italiani è aumentata la fiducia nelle Istituzioni, mentre per ben il 68,5% del campione la fiducia è diminuita. Il numero dei delusi è passato dal 45,8% del 2010 al 68,5% del 2011, con un incremento di oltre 22 punti percentuali. Probabilmente questo balzo è dovuto ad una serie di fattori, rileva l'Eurispes, quali ad esempio il perdurare degli strascichi della crisi economica, il timore per il futuro, la litigiosità dei partiti e lo scontro continuo tra le Istituzioni e i poteri dello Stato. La sfiducia risulta maggiore tra i i 25-34enni (pari al 72%) e tra i 35-44enni (71%) seguiti dai ragazzi tra i 18 e i 24 anni (69,7%).
Analizzando le singole cariche istituzionali, l'Eurispes sottolinea come sia aumentato il consenso per il Presidente della Repubblica, passando dal 67,9% del 2010 fino al 68,2% di quest'anno. Il Governo, invece, subisce una battuta d'arresto nel consenso, che cala del 12%, soprattutto tra i più giovani. A fronte di un 14,6% che si dichiara molto o abbastanza fiducioso nel Governo (era il 27,7% nel 2010), vi sono più di 8 italiani su 10 (l’84,2%) che affermano di avere poca o nessuna fiducia nell'operato dell'esecutivo. La percentuale di coloro che hanno poca o nessuna fiducia è massima nei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni dove arriva al 91% del totale.
Oltre al Governo anche il Parlamento non raccoglie la fiducia dei cittadini, solo infatti il 15% dei cittadini si dichiara fiducioso, contro il 26,9% di un anno fa. Secondo l'Eurispes questa perdita di appeal è riconducibile allo scarso livello politico e culturale di molti membri del parlamento, alla patologica litigiosità  e al fatto che i parlamentari sono nominati dai leader di partito e non più scelti dal corpo elettorale.


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Senza dimenticare gli eccessivi vantaggi economici e materiali connessi alla carica; la sensazione che il Parlamento sia ormai praticamente svuotato del suo compito principale di fare le leggi e che queste vengono comunque decise altrove; il senso di separatezza diffuso da discussioni che spesso hanno poco a che fare con gli interessi veri dei cittadini e gli avvenimenti e le polemiche che hanno contrassegnato il recente voto di fiducia.
In crescita invece il grado di consenso nei confronti della Magistratura, il cui operato è apprezzato dal 53,9% degli italiani, in aumento dal 47,8% dello scorso anno. In questo caso sono gli ultra 65enni (59,7%) e gli adulti di età compresa tra i 45 e i 64 anni (58%) ad avere più fiducia nella magistratura. Risulta però in aumento di quattro punti percentuali il numero di coloro che non nutrono alcuna fiducia nell’imparzialità dei magistrati, passati nell'ultimo anno dall'11,4% al 15,4%. D'altro canto il numero di coloro che nutrono poca fiducia è diminuito dal 36,7% al 31,9%. Nel complesso comunque più della metà degli italiani è convinta dell’imparzialità dei magistrati.

[Via: EurispesEurispes ]

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