Martedi, 24 Aprile 2018

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Acqua: le Tariffe Devono Essere Rimodulate per Scoraggiare gli Sprechi


acqua, tariffe, risparmio idrico

Una risorsa che, allo stato attuale, non manca all'Italia è sicuramente l'acqua, sebbene esistano a livello nazionale profonde differenze. In ogni caso considerando che l'Italia è pur sempre un Paese Mediterraneo, siamo messi decisamente meglio di altri, con 2800 metri cubi per abitante l'anno. É questo uno dei dati che emerge nel rapporto annuale “Ambiente Italia” di Legambiente, dedicato al tema “Acqua bene comune, responsabilità di tutti”, realizzato con la collaborazione dell'Istituto Ambiente Italia. Nel nostro Paese c'è una disponibilità teorica di acqua pari a circa 52 miliardi di metri cubi, che in termini reali equivalgono a 1975 metri cubi per abitante all'anno nel Nord-Est (zona più ricca d'acqua) e scendono a 220 metri cubi per abitante annui in Puglia (zona più “povera”). La quota media è comunque pari a 400 metri cubi per abitante vale a dire, dieci volte quella dei Paesi del Sud del Mediterraneo.

Siamo ricchi di acqua, ma questo non ci mette al riparo da fenomeni di scarsità idrica soprattutto nei mesi estivi e nel Mezzogiorno e da altri problemi di pessimo sfruttamento della risorsa. 
Tra questi in primo luogo c'è l'eccessivo prelievo (pari a 40 dei 52 miliardi di metri cubi disponibili) soprattutto per uso agricolo (20 miliardi di metri cubi l'anno), civile (9 miliardi l'anno) e industriale (8 miliardi l'anno), che provoca problemi di qualità delle acque superficiali e sotterranee perchè non permette la circolazione idrica naturale necessaria sia per l'ecosistema che per diluire gli inquinanti nei fiumi e nelle falde.

L'eccessivo utilizzo dell'acqua nel settore agricolo dipende soprattutto dai sistemi di irrigazione che sono vecchi ed inefficienti e che se venissero ammodernati porterebbero ad un risparmio idrico del 30%. Sempre nel settore agricolo, ulteriori risparmi idrici si potrebbero ottenere scegliendo colture più resistenti alla siccità ed evitando di produrre in eccedenza. Ricordiamo in proposito che secondo Last Minute Market in Italia vengono sprecati 12,6 miliardi di metri cubi di acqua per prodotti alimentari lasciati sul campo.
Lo spreco non è solo in agricoltura, ma anche in ambito civile dove si registra un consumo decisamente superiore rispetto ad altri Paesi. In Italia si usano per uso civile 152 metri cubi di acqua per abitante, contro i 127 di Spagna , i 113 di Regno Unito e i 63 metri cubi della Germania.
Per ridurre lo spreco Legambiente avanza una proposta chiara, quella di intervenire con investimenti nella rete idrica e di rimodulare le tariffe. Quest'ultimo punto è molto interessante. Infatti l'associazione ambientalista consiglia di creare una tariffa che garantisca gratuitamente 50 litri di acqua pro capite al giorno, oltre i quali deve essere definita una tariffazione progressiva che scoraggi grandi consumi e sprechi. In Italia, prosegue Legambiente, l'acqua costa troppo poco col risultato che se ne consuma troppa. L'acqua andrebbe invece considerata come un bene scarso (quale difatti è) e una volta assicurato accesso universale al servizio e fornitura minima gratis, il prezzo dovrebbe essere modulato in modo tale sa scoraggiare gli sprechi e da recuperare risorse per investimenti e miglioramento del servizio.
 
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