Martedi, 17 Ottobre 2017

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Legge Stadi: Via Libera Alle Speculazioni Edilizie?


Juventus Stadium, Legge Stadi, Speculazione Edilizia

Nei giorni scorsi è stato approvato un testo dalla Commissione Cultura della Camera, ora in discussione alla Commissione Cultura del Senato ,che ha fatto molto arrabbiare gli ambientalisti, Legambiente su tutti. Si tratta del Disegno di Legge “Disposizioni per favorire la costruzione e la ristrutturazione di impianti sportivi anche a sostegno della candidatura dell'Italia a manifestazioni sportive di rilievo europeo o internazionale”, altrimenti detto “Legge Stadi”.
Il testo, secondo Legambiente non ha molto a che vedere con lo sport e le manifestazioni sportive di rilievo internazionale, ma, se approvato, si rivelerebbe uno straordinario strumento per chi vuole realizzare speculazioni edilizie in aree attualmente non edificabili, in ogni Comune Italiano.
Le motivazioni al provvedimento prevedrebbero anche facilitazioni alle squadre di calcio che potrebbero così pianificare stati di proprietà, aumentando gli introiti delle società.

Una spiegazione che non convince Legambiente, in quanto chi ha voluto fare questo passo come la Juventus di recente e nel passato la Reggiana, non ha avuto bisogno né di leggi speciali né di essere finanziato da case o da alberghi. L'associazione ambientalista, inoltre, oppone dubbi sul fatto che la procedura di approvazione sia stata piuttosto rapida (sebbene non ancora ultimata), non abbia coinvolto il parlamento, né le più adatte commissioni Ambiente e Lavori pubblici.

Le critiche più dure al testo del disegno riguardano il fatto che secondo Legambiente non saranno le società di calcio ad essere interessate a questo Disegno Legge, ma le società speculative che vogliono realizzare speculazioni edilizie. Saranno, infatti, questi soggetti a proporre alle società calcistiche la costruzione di impianti da connettere a ben più voluminose operazioni immobiliari. Si potranno, infatti, rendere edificabili aree che adesso non lo sono.
Inoltre la “beffa”, se così si può dire, riguarda il fatto che il provvedimento nato per rendere moderni gli impianti sportivi per manifestazioni di rilevanza europea o internazionale, ora nel testo approvato alla camera preveda che possano usufruire di queste procedure anche impianti con 7.500 posti a sedere allo scoperto e 4.000 posti a sedere coperti. Il che implica che in almeno 500 comuni italiani sarebbe possibile effettuare operazioni immobiliari di questo genere (creazione di case, alberghi, centri commerciali, uffici in aree prima difficilmente edificabili).
LegambienteLegambiente spiega che per gli stadi esistenti l'occasione offerta dal Disegno Legge è decisamente accattivante, visto che volendo ristrutturarli o trasformarli in complessi multifunzionali, vi è la possibilità di “cambiare le destinazioni d'uso per le aree intorno coinvolte e di prevedere un ampliamento edificatorio delle cubature”.
Infine nel disegno legge non vi è alcun riferimento all'accessibilità alle strutture tramite trasporto pubblico, una dimenticanza piuttosto grave visto l'importanza dei mezzi pubblici per consentire l'afflusso e il deflusso di migliaia di tifosi.
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