Mercoledi, 24 Gennaio 2018

Riflessioni

Rifiuti Urbani: Aumenta la Produzione Ma Diminuisce la Quantità Portata in Discarica

Discarica, rifiuti urbani, raccolta differenziataAumenta di 4 kg la produzione nazionale pro capite di rifiuti urbani, pari in percentuale all'1,1%. A fare i conti ci ha pensato l'annuale edizione “Rapporto rifiuti Urbani-edizione 2012” dell'Ispra relativo all'anno 2010. Rispetto al rapporto dello scorso anno non solo è aumentata la produzione dei rifiuti, ma fortunatamente c'è stata una riduzione del 3,4%, pari a 523 mila tonnellate, della quantità portata in discarica. In ogni caso la crescita dei rifiuti urbani registrata in Italia risulta in controtendenza sia rispetto agli anni passati sia alla situazione europea, dove nel 2010 la produzione dei rifiuti urbani è calata dell'1,1% rispetto all'anno precedente.
A livello territoriale le regioni del Centro Italia sono quelle che segnano l'aumento più significativo nella produzione dei rifiuti (+1,9%), seguite da quelle del Nord (+1,3%) e dal Mezzogiorno (+0,4%).  

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Raccolta Differenziata: Quando i Rifiuti Finiscono Tutti Insieme

raccolta differenziata, rifiutiE se la raccolta differenziata finisse in realtà per essere indifferenziata? L’impegno dei consumatori che separano diligentemente la carta dal vetro e la plastica dai rifiuti organici, potrebbe essere reso vano a causa della mancanza di mezzi e servizi in fase di smaltimento.
Sta facendo il giro del web il video denuncia di Giovanni Laurino, un ex dipendente della Busso, nel frattempo licenziato per aver smascherato le (presunte) irregolarità di chi dovrebbe gestire la raccolta differenziata. Le immagini mostrano come i rifiuti raccolti da differenti contenitori, finiscano poi indistintamente nello stesso compattatore.
Ma aldilà delle ritorsioni è un video che non può restare senza risposta. Il titolo del video non lascia spazio a dubbi da parte dell’autore: “La truffa della raccolta differenziata a Ragusa”.

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Energie Rinnovabili e Petrolio: i Miti da Sfatare, le Strade da Seguire

energie rinnovabili, petrolio, fotovoltaicoFederico Rampini, giornalista e scrittore tra i più famosi in Italia, ha pubblicato un post nel suo blog dove ha fatto il punto sulle energie rinnovabili e sulle fonti tradizionali, come il petrolio.
L’autore ha innanzitutto messo in guardia da quelle che lui chiama le insidie dei numeri. Le cifre, infatti, avvertono impietosamente dei pericoli che l’umanità incontrerà nel suo cammino nei prossimi decenni. Il problema più grosso è rappresentato dal sovrappopolamento: ogni anno la popolazione aumenta di 75 milioni. Non solo, nei prossimi venti anni due miliardi di persone che oggi godono di un reddito inferiore ai 10 mila dollari l’anno godranno di un reddito compreso tra 10 mila e 30 mila dollari. Questi due fattori faranno sì che entro il 2030 il fabbisogno di energia sarà raddoppiato.  

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Fotovoltaico e Biomasse: Boom Delle Cooperative

fotovoltaico, biomasse, cooperativeFotovoltaico e biomasse stanno vivendo una specie di ‘primavera’ in Italia. Più in generale, però, le cooperative legate alle energie rinnovabili hanno "fatto il botto" nel 2011. E’ quanto emerge dal Rapporto Energia 2011, redatto da Federlavoro e Servizi Conf-cooperative. L’indagine è stata elaborata prendendo come punto di riferimento i registri del Gestore di Servizi Energetici (GSE) che raccolgono gli impianti installati.
Hanno fatto registrato un ottimo risultato, particolarmente, le cooperative da produzione lavoro: nel 2010 sotto questa voce sono stati generati 0,36 megawatt di potenza (MwP), mentre l’anno scorso sono stati generati nientemeno che 5,30 MwP.
Nel 2011, al GSE erano iscritti 1.299 impianti che fanno capo a 931 cooperative. Di questo migliaio scarso, 435 aderiscono a Conf-cooperative. Sono numeri strabilianti, se si pensa che l’anno precedente si contavano solo 198 impianti

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Riduzione Emissioni: l'Aumento Degli Obiettivi Al 30% Costerebbe Come Qualche Caffè

riduzione emissioni, Unione EuropeaL'Unione Europea potrebbe porsi obiettivi più ambiziosi per quanto riguarda la riduzione delle emissioni da qui al 2020 con minimi costi sull'economia, pari a quello di qualche tazza di caffè per persona all'anno. É questo il risultato di un'indagine condotta da Bloomberg New Energy Finance e commissionata dal Dipartimento britannico per l'energia e i cambiamenti climatici. L'obiettivo della ricerca è quello di capire se sia possibile alzare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 dal 20% al 30% rispetto ai livelli del 1990, senza traumi per l'economia, oppure se la cosa sia impossibile visto il momento economico critico.
Secondo Guy Turne, responsabile della ricerca, la risposta è positiva e l'aumento degli obiettivi del 2020 al 30% costerebbe “solamente” 3,5 miliardi di euro in media all'anno per l'Unione Europea nel suo insieme.

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