Lunedi, 22 Gennaio 2018

Riflessioni

Dall'Agricoltura un Potenziale di Energia Pari a Quello di Tre Centrali Nucleari

biomassgasconfagri.gif Oggi l'agroenergia rappresenta una opportunità, infatti ,dalle campagne italiane è possibile ottenere nei prossimi dieci anni energia rinnovabile in grado di sostituire tre centrali nucleari con il diretto coinvolgimento delle imprese agricole e senza causare danni al territorio.
E' quanto è emerso nel corso dell'incontro promosso dalla Coldiretti a Venezia "Per una filiera agricola italiana e rinnovabile" sul futuro energetico dell'Italia dopo il netto risultato del referendum abrogativo che ha respinto la costruzione di centrali nucleari in Italiala costruzione di centrali nucleari in Italia .
In questo nuovo scenario - ha sottolineato la Coldiretti - "l'agricoltura gioca un ruolo decisivo proponendosi di contribuire al bilancio energetico nazionale con una produzione di energia verde effettivamente sostenibile per l'ambiente ed integrata col territorio, privilegiando l'efficienza energetica degli impianti agricoli di piccole dimensioni, di impiegare l'energia termica prodotta evitando gli sprechi e valorizzando i residui delle attività agricole, forestali e zootecniche”.
Secondo lo studio presentato dalla stessa associazione, la produzione energetica potenziale complessiva dell'agricoltura al 2020 può raggiungere infatti 15,80 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti petrolio), 4,3 Mtep prodotti attualmente dal settore con i 11,50 Mtep che potenzialmente potrebbero aggiungersi e diventare realtà nei prossimi dieci anni.
Il risultato di un tale scenario sarebbe un contributo pari all'8% del bilancio energetico nazionale al 2020, somma del 2,2% attuale più la quota di espansione potenziale del 5,9% per cento. Inoltre sul piano ambientale, si potrebbero evitare emissioni pari a 26,37 milioni di tonnellate all'anno di anidride carbonica (CO2), mentre si avrebbe un impatto occupazionale al 2020 di poco meno di 100 mila unità. Dato quest'ultimo in linea con quanto calcolato anche dalla Cgil nel “Dossier Energia e lavoro sostenibileDossier Energia
e lavoro sostenibile”.
Sul piano degli incentivi, sottolinea la Coldiretti , risulta di vitale importanza che i decreti attuativi della recente riforma del settore delle rinnovabili (Dlgs 3 marzo 2011, n.28) vengano emanati con sollecitudine, superando quelli che fino ad oggi sono stati i fattori che ne hanno limitato lo sviluppo. 

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Inquinamento Ambientale ed Interferenti Endocrini Mettono a Rischio Fertilità e Salute dei Bambini

inquinamento2705.gifL'inquinamento ambientale può avere ripercussioni negative sulla fertilità umana e animale a causa di sostanze nocive chiamate interferenti endocrini, in grado anche di contaminare la placenta , tanto che otto bambini su dieci nascono già “contaminati”. Sono questi alcuni degli spunti che emergono dalloo studio interdisciplinare “previeni” sul rapporto tra gli “interferenti endocrini emergenti”, la salute e l’ambiente. Lo studio è stato condotto dal WWF insieme all’Istituto Superiore Sanità, il Dipartimento Salute della Donna e Medicina del Territorio-Università Sapienza di Roma/Ospedale Sant’Andrea e l’Università di Siena, promosso e finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Nello specifico è stato analizzato un campione di 250 coppie affette da infertilità, 10 coppie mamme- bambino e diverse specie animali che abitano la natura protetta di due Oasi WWF in Abruzzo (Sorgenti del Pescara e Diga di Alanno), con il risultato che negli individui che vengono esposti maggiormente ad interferenti endocrini aumentano i rischi di infertilità e patologie correlate. Come anticipato gli “interferenti endocrini” sono in grado di attraversare la placenta, passando direttamente dalla madre al bambino, che nasce già contaminato. Secondo lo studio nel 100% dei casi, da una madre contaminata nasce un bambino contaminato, e su dieci coppie mamma-bambino, otto presentano tracce di interferenti endocrini, nello specifico “ftalati”.
Ma cosa sono questi interferenti endocrini?
Si tratta di sostanze chimiche in grado di interferire con il funzionamento del sistema endocrino attraverso svariati meccanismi. Le condizioni di equilibrio della tiroide e degli ormoni sessuali sono i loro principali bersagli, mentre la salute riproduttiva e l’infanzia sono le fasi biologiche più suscettibili. Inoltre la pericolosità di queste sostanze deriva anche dal fatto che funzionano anche a basse dosi. Secondo quanto sottolinea il WWF queste sostanze, nonostante le limitazioni di legge, si trovano ancora in oggetti di uso comune, quali tappeti, vestiti, pentole antiaderenti e vernici, o ancora giocattoli, auto, pc e televisori.
Le traccie di questi interferenti endocrini vengono riscontrate anche negli alimenti, dove arrivano sia per contatto diretto, sia per l'inquinamento dell'ambiente in cui vengono allevati gli animali e coltivate le piante.

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L'Italia è il Sesto Paese Europeo per Uso di Fertilizzanti Sulle Superficie Agricole

fertilizzanti2405.gifNei giorni scorsi abbiamo visto come il settore agricolo stia richiamando sempre più forza lavoro e susciti un certo fascino anche sui giovani che vogliono provare a diventare imprenditori agricoliimprenditori
agricoli. Sappiamo anche che i prodotti agricoli italiani sono considerati tra i più genuini del mondo e rappresentano un vero e proprio vanto per il Made in Italy.
Oggi vogliamo indagare meglio il rapporto tra agricoltura e fertilizzanti, ovvero quanto siano importanti per il prodotto finale e quanti se ne usano, sia in Italia che nel resto d'Europa.
L'utilizzo di fertilizzanti in agricoltura, infatti ha importanti risvolti ambientali, visto che possono inquinare le falde acquifere superficiali sotterranee. Per questa ragione l'utilizzo di tali fertilizzanti è monitorato sia a livello Europeo che nazionale dai rispettivi organi di controllo delle politiche agricole e ambientali. Solitamente per indicare la quantità di fertilizzanti semplici utilizzati (ovvero quelli azotati, fosfatici e potassici) si utilizza come misura il quintale per ettaro si superficie agricola utilizzata (Sau). Secondo i valori Istat nel 2009 in Italia, è stato distribuito in agricoltura circa un quintale di fertilizzanti semplici per ettaro di superficie agricola utilizzata (Sau).
I dati Eurostat che analizzano il consumo di fertilizzanti nei vari Paesi europei, non utilizzano la stessa unità di misura ma si limitano ad indicare quante tonnellate di fertilizzanti sono stati utilizzati nei vari stati. I dati fanno riferimento al 2008 ed indicano che l'Italia è il sesto paese europeo per quantità di fertilizzanti utilizzanti con complessivamente 1,380 milioni di tonnellate. In testa alla classifica troviamo la Francia con 3,822 milioni di tonnellate di fertilizzanti, seguita dalla Germania (2,522 milioni di tonnellate) , dalla Polonia (2,010 milioni di tonnellate) e dalla Spagna con 1,936 milioni di tonnellate di fertilizzanti.

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Acque Reflue: in Italia Quasi 18 Milioni di Cittadini Non Sono Coperti da Servizio di Depurazione

acquereflue2105.gifUn italiano su tre è senza depurazione mentre gli altri due hanno un trattamento non sufficiente alle necessità. É questo il commento del responsabile scientifico di Legambiente, Stefano Ciafani, all’ultimatum dato dalla Commissione europea al nostro Paese per le continue violazioni alle normative ue sul trattamento delle acque reflue. In sostanza l'Europa sottolinea come ben 143 città italiane non abbiano un impianto fognario adeguato, mentre le normative impongono ai comuni con più di 10 mila abitanti di trattare in modo adeguato le acque reflue scaricate in aree sensibili. Tutto questo perchè non avere idonei sistemi di raccolta e trattamento può comportare rischi “per la salute umana, le acque interne e l’ambiente marino”. L'Italia avrebbe dovuto adeguarsi a queste norme già 13 anni fa, ma ha sempre nicchiato nonostante le proteste delle associazioni ambientaliste. Ora il tempo dei rimandi sembra essere finito visto che se l'Italia non adempirà entro due mesi ai propri doveri in materia, la Commissione potrà adire presso la Corte di giustizia dell'Ue.
Ricordiamo che già in passato Legambiente,aveva messo in luce la gravità del problema, invitando a segnalare la presenza di situazioni critiche relative allo scarico di acque reflue direttamente in mare o nei laghi, nell'ambito del progetto Goletta VerdeGoletta
Verde. In ogni caso per l'associazione, occorre attivare prontamente una task force tra governo, enti locali e i gestori del servizio idrico per realizzare subito gli interventi più urgenti. É, infatti, in gioco la qualità della vita degli italiani e dell’ambiente, ma non solo. Questo perchè in caso non si adeguasse la situazione ai dettami dell'Europa, il nostro Paese spenderebbe inutilmente in multe, il denaro che potrebbe utilizzare, invece, per realizzare gli impianti di trattamento. Ma vediamo qualche dato.

 

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Il Nucleare Va in Stand By, ma Rischia di Tornare tra 12 Mesi. Ecco le Reazioni Degli Ambientalisti

centralenucleare2004.gifÉ stato approvato al Senato, con il sì della maggioranza e il no di Pd e Idv (133 si, 104 no e 14 astenuti.), l'emendamento del Governo al decreto omnibus che abroga le norme necessarie per la realizzazione di centrali nucleari in Italia. Questa misura va ad inserirsi al posto della moratoria di un anno, decisa dopo l'incidente nucleare di Fukushima Daiichi e decreta l'abbandono (temporaneo e non definitivo) del piano energetico nucleare italiano definito nella legge del 2009. Vengono così abrogate le norme oggetto del prossimo referendum di giugno. La motivazione ufficiale di questo emendamento è quella di “acquisire ulteriori evidenze scientifiche, mediante il supporto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea” (art 5 dl Omnibus).
Si direbbe una vittoria per gli antinuclearisti, invece si tratta di una mossa che non convince e che sembra ai più una manovra furba per evitare una bocciatura al prossimo referendum.
Secondo il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza , la manovra del Governo è una sorta di pubblicità ingannevole, con la quale: “si cerca di far calare l’attenzione sul referendum e sulla necessità di andare a votare per vincere definitivamente la sfida della modernità che deve essere basata sulle fonti rinnovabili e pulite”.
Il direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio, si spinge oltre definendo la misura del Governo come : “Un atto di furbizia”. Secondo Onufrio, “Molti dei commenti di ministri ed esponenti della maggioranza svelano il "trucco": cercare di prendere tempo, abrogando solo alcuni punti della legge, per evitare che gli italiani si esprimano attraverso il referendum e poi tornare a riproporre il nucleare tra un anno. Questa truffa non è accettabile” E ancora ha proseguito Onufrio “Piuttosto che continuare con queste manovre dilatorie, il Governo dovrebbe abrogare una volta e per sempre tutta la legge sul nucleare, prendendo impegni solenni per promuovere le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica”.
Il presidente del WWF, Stefano Leoni, sottolinea che l'abrogazione riguarda solo le disposizioni sottoposte a quesito referendario ma non del complesso di norme che hanno rilanciato il nucleare in Italia, per cui: “si dovrebbe andare in ogni caso alle urne". Secondo Leoni: “Un Governo autorevole deve avere il coraggio di parlare senza fraintendimenti al popolo che rappresenta. Non può permettersi di giocare con le parole.”

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