Sabato, 25 Novembre 2017

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Diminuiscono i Giorni di Superamento Delle Soglie di Pm10 e i Consumi Domestici di Acqua


Istat, PM10, trasporti, inquinamento, qualità aria
Secondo l'Istat nel 2010 prosegue la riduzione del numero di giorni di superamento del valore limite di PM10, oltre il quale sussistono pericoli per la salute umana. Nello specifico lo scorso anno si è registrato un valore medio di giorni di superamento pari a 44,6 giorni, contro i 54,1 registrati nel 2009 e i 57 del 2008. La diminuzione degli scorsi dodici mesi è imputabile, secondo l'istituto di statistica sia a fattori meteo-climatici, che alla diffusione di auto meno inquinanti, senza dimenticare le modifiche alla viabilità urbana apportate da molte amministrazioni comunali.

Tuttavia rimangono ancora 51 i capoluoghi (su 115) in cui si è superata la soglia delle 35 giornate oltre le quali si rendono necessarie misure di contenimento e di prevenzione delle emissioni di particolato, come ad esempio la limitazione del traffico, in calo rispetto ai 62 del 2009. La quota maggiore di superamenti del valore limite (63,6%) è stata registrata in corrispondenza si stazioni di tipo traffico, ovvero punti di campionamento in prossimità di strada caratterizzate da flussi di traffico medio alti, a conferma del fatto che i trasporti stradali costituiscono la principale sorgente di PM10.

Le riduzioni maggiori dei giorni di superamento nelle città con più di 250 mila abitanti si sono osservate a Napoli (-75 giorni rispetto al 2009), Genova (-39), Bari (-38) e Roma (-28), viceversa gli aumenti maggiori hanno riguardato Bologna (+13 giorni), Venezia (+7) e Palermo (+3). Positivi appaiono soprattutto i risultati di Napoli e Genova che nella scorsa rilevazione relativa al 2009 avevano fatto registrare un aumento dei giorni di superamento pari rispettivamente a 35 e 15 giorni.
Infine, rileva l'Istat, rispetto al 2009 si è osservata una riduzione del numero di centraline fisse di monitoraggio in rapporto alla popolazione, con un calo del 3,2%. Nello specifico il valore medio è pari a 2,1 centraline fisse per 100 mila abitanti, con punte ad Aosta e Mantova dove si registrano rispettivamente 11,4 e 10,3 centraline per 100 mila abitanti e livelli minimi a Milano (0,6 centraline per 100 mila abitanti), Bologna (0,5) e Roma (0,5).

CONSUMO DI ACQUA
Nel 2010 il consumo di acqua per uso domestico dei capoluoghi di provincia italiani è stato pari a 66,7 metri cubi per abitante, in calo dell’1,9% rispetto al 2009, (68 metri cubi di acqua). La contrazione dei consumi di acqua, sottolinea l'Istat, si osserva oramai da nove anni a testimonianza di una maggiore attenzione delle risorse idriche e dei relativi costi che invece.
In proposito ricordiamo che secono l'Osservatorio Federconsumatori dal 2000 ad oggi l'aumento delle tariffe medie dell'acqua è stato del 63%, pari a 3 volte circa l'inflazione del periodo (24%).
Tornando ai dati sono 27 comuni presentano un livello di consumo superiore alla media, tra cui tre hanno fatto registrare un aumento dei consumi rispetto al 2009: Udine (+1,4%), Catania (+1,3%) e Massa (+1%). Come nella scorsa rilevazione Agrigento si conferma il comune con il più basso consumo pro capite di acqua con 35,4 metri cubi per abitante, mentre Monza quello con il consumo più alto (90,3).
Infine nel 2010 sono stati 17 i comuni che hanno dichiarato di dover ricorrere a misure di razionamento nella distribuzione dell'acqua per uso domestico, due in meno dell'anno precedente. In quindici di questi comuni si tratta di episodi di breve durata, comunque inferiori al mese, che si presentano nel periodo estivo o per danni improvvisi alle infrastrutture. Nei due rimanenti, Enna ed Agrigento, tali misure si sono rese necessarie a causa della maggiore scarsità della risorsa idrica.

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