Sabato, 25 Novembre 2017

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IN ITALIA OGNI CITTADINO PERDE IN MEDIA 9 MESI DI VITA A CAUSA DELL'ESPOSIZIONE AL PARTICOLATO


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Secondo l'ultimo rapporto Mal d'Aria, realizzato da Legambiente, la qualità dell'aria delle città italiane è pessima, con oltre il 40% delle provincie ad aver superato nel 2010 i limiti di legge per quanto riguarda il Pm10oltre
il 40% delle provincie ad aver superato nel 2010 i limiti di legge
per quanto riguarda  il Pm10. Ben trenta di queste provincie sono localizzate nella Pianura Padana che risulta dunque una delle regioni più inquinate d'Europa (la Lombardia risulta essere anche la quinta regione più trafficata del vecchio Continentequinta
regione più trafficata del vecchio Continente). Oggi vogliamo approfondire il rapporto tra livelli di inquinamento e salute. Il primo spunto ci arriva da uno studio della Hasselt University di Diepenbeek e dell'Universita' Cattolica di Lovanio, in Belgio, in cui sono stati analizzati i rischi di infarto connessi ad ogni singolo fattore e la percentuale di popolazione che ha subito attacchi di cuore a causa dei singoli fattori. Il risultato piuttosto sorprendente è che lo smog provoca la stessa quantità di crisi cardiache di altri fattori di rischio come l'esercizio fisico, il consumo di alcol e di caffè. Nello specifico l' esposizione all'inquinamento atmosferico, aumenta il rischio di attacco di cuore del 5%, contro le 23 volte dell'assunzione di cocaina, la volta e mezza dell'assunzione di caffè e le 3 volte del consumo di alcol. Tuttavia essendo le persone esposte all'inquinamento atmosferico in numero decisamente maggiore rispetto a chi consuma ad esempio droga, il risultato è che statisticamente lo smog provoca più attacchi di cuore della cocaina. Per cui pur essendo la cocaina il fattore maggiormente in grado di procurare un infarto, il traffico risulta l'elemento di rischio a cui la popolazione è maggiormente esposta.
Il secondo spunto ci arriva dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha aggiornato i calcoli dello studio “Impatto sanitario del Pm10 e dell’ozono in 13 città italiane” (risalente al 2006), alla situazione attuale.
Secondo quanto comunica l'OMS, ogni anno nelle regioni del Nord sono circa 7mila le morti premature provocate dagli effetti a lungo termine dell’inquinamento atmosferico da particolato fine (erano 8mila nel 2006).


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Senza contare il numero sempre maggiore di cittadini che soffre di bronchiti, asma e difficoltà respiratorie varie. Per quanto riguarda il capoluogo lombardo, una recente indagine della Clinica pediatrica I dell'Università statale e dell'ambulatorio di Pneumologia e allergologia pediatrica, ha messo in luce che i bambini milanesi presentano un numero maggiore di infezioni respiratorie rispetto ai coetanei del resto d'Italia, proprio a causa dello smog.
La gravità della situazione è stata segnalata anche dal responsabile impatto ambientale sulla salute del Centro europeo ambiente e salute dell’OMS, Marco Martuzzi, secondo cui in Italia ogni cittadino perde in media 9 mesi di vita per esposizione al particolato. La riduzione delle polveri sottili fino all'anno 2020, ha proseguito Martuzzi, potrebbe produrre un risparmio “fino a 28 miliardi di euro l'anno in Italia”, in termini di costi della mortalità, delle malattie e degli anni di vita persi.

   


 

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