Giovedi, 15 Novembre 2018

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L'ARIA ITALIANA CONTINUA AD ESSERE PESSIMA: PIÙ DEL 40% DELLE PROVINCE ITALIANE SONO FUORILEGGE


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La qualità dell'aria delle città italiane, nonostante il piccolo miglioramento rilevato dal'Istatpiccolo
miglioramento rilevato dal'Istat, rimane pessima. A ribadire la drammaticità della situazione è stata nei giorni scorsi, Legambiente con la presentazione dell'annuale rapporto Mal d'Aria. In Europa secondo l'Eurostat e 'Agenzia Europea per l'Ambiente, tra le 30 città più inquinate, ben 17 sono italianetra
le 30 città più inquinate, ben 17 sono italiane e solo in Bulgaria si può respirare un aria peggiore della nostra. Tuttavia nel 2010 sono stati 48 i comuni capoluogo di provincia (30 dei quali localizzati in Pianura Padana) ad aver superato per più di 35 giorni il limite di legge di 50 μg/m3 per la protezione della salute umana, nove in meno rispetto all'anno precedente. Una piccola boccata d'aria che non risolve il problema, visto che in 21 città i giorni di superamento del limite sono pari al doppio di quelli concessi, con Torino in testa (134 giorni di superamento dei limiti relativi alle polveri sottili).
Legambiente ricorda che in Europa il PM10 causa ogni anno più di 350 mila morti premature, mentre in Italia se ne contano circa 6milain
Italia se ne contano circa 6mila (dati Nomisma). I principali artefici di questa situazione sono l'industria e i trasporti che risultano essere le fonti maggiori degli inquinanti che compromettono la qualità dell'aria. Soprattutto il settore dei trasporti su gomma è responsabile dell'emissione del l 34,7% del PM10, dell 55,5% del benzene, del 51,7% degli ossidi di azoto e del 43,1% del monossido di carbonio. Ma non va dimenticato il contributo dell'industria del settore siderurgico e petrolchimico che rilascia in atmosfera il 75,5% degli Sox, (ossidi di zolfo) il 31,5% degli IPA (idrocarburi policiclici aromaticI) e il 28,8% del PM10 e quello dei riscaldamenti domestici responsabili del 18,7% delle polveri sottili e del 46% degli idrocarburi policiclici aromatici. Per dare una quantificazione del problema Legambiente ricorda i dati relativi all'’Inventario nazionale delle emissioni redatto da Ispra secondo cui in Italia nel 2008 (ultimo dato disponibile) si sono prodotte:

  • 3 milioni di tonnellate di monossido di carbonio (CO),
  • quasi 9mila tonnellate di benzene,
  • 1 milione di tonnellate di ossidi di azoto (NOx),
  • 153 mila tonnellate di polveri sottili (PM10)
  • 293 mila tonnellate di ossidi di zolfo (SOx)


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Un quadro grave reso ancor più drammatico dall'immobilismo del nostro Paese sul fronte politico che ha portato al deferimento da parte della Corte di Giustizia per il non rispetto della Direttiva Europea sulla qualità dell'aria, in particolare rispetto ai limiti del PM10. Un provvedimento definitivo, nonostante i tentativi del Governo di spuntare l'ennesima deroga, che costerà caro all'Italia in termini economici (sanzione) e costa già molto caro in termini di salute. Di fatto Bruxelles ha individuato la mancanza di misure sostanziali da parte dell'Italia per risolvere la situazione.
Parte del rapporto di Legambiente, disponibile per il download a questo indirizzoquesto
indirizzo, è poi dedicata ai temi molto interessanti della mobilità dolce (ovvero la mobilità ciclabile e pedonale) e dell'inquinamento acustico, entrambi connessi al settore dei trasporti su strada.

   

 

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