Mercoledi, 16 Ottobre 2019

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LE ALTERNATIVE POSSIBILI AL NUCLEARE


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Gli elementi necessari per dare una svolta energetica al nostro Paese sono essenzialmente tre: il coraggio, il buon senso e l'educazione. I primi due elementi attengono alle decisioni dei nostri amministratori nel senso di coraggio nel percorrere vie innovative in campo energetico e buon senso nel riconoscere e abbandonare strade impercorribili. L'educazione va invece intesa come coscienza energetica, ovvero il comportamento efficiente che dovremmo tenere tutti in tema di risparmio energetico. A quanto pare il governo italiano pare credere molto nel ritorno al nucleare, dimostrando, come già espresso altrove, forse coraggio ma sicuramente non molto buon senso. Dello stesso avviso e il Kyoto Club, che al fine di sensibilizzare anche l'opinione pubblica sul tema energetico ha lanciato una campagna in cui indicherà 10 alternative al nucleare, a partire dalla “risorsa efficienza energetica” . L'efficienza energetica è, infatti, una delle più grandi risorse a cui fare appello, in quanto con l'ausilio di soluzioni tecnologiche innovative può portare, in un tempo ragionevole (5-6 anni), al risparmio di decine di miliardi di chilowattora.

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Il binomio efficienza energetica e fonti rinnovabili si pone poi in una posizione di convenienza economica ed ambientale assoluta, nei confronti del ritorno al nucleare, soprattutto in ragione del fatto che in Italia si dovrebbe ripartire da zero con la ricerca sull'atomo. La sicurezza con cui il Kyoto Club espone le proprie convinzioni deriva dal fatto che in Italia l'efficienza energetica costituisce una strada pressoché inesplorata in molti settori, sia per ciò che riguarda i cittadini sia per le amministrazioni pubbliche, Uno di questi settori e rappresentato, ad esempio, dall'illuminazione pubblica, che secondo le stime del Kyoto Club, ha un consumo elettrico di circa 6,5 TWh l’anno. Partendo da questo dato e riflettendo sul fatto che i comuni lampioni stradali costituiscono di per sé una fonte di spreco energetico, in quanto: non utilizzano apparecchi ad alta efficienza, né sistemi di controllo e nemmeno armature adeguate, si arriva a capire come il semplice utilizzo di tecnologie innovative, come il lampione a led potrebbe portare, di per sé, ad un livello superiore l'efficienza energetica nell'illuminazione pubblica. L'adozione di lampioni a led potrebbe portare ad una riduzione dei consumi fino al 70% rispetto ai comuni lampioni stradali. Non solo, lo sviluppo della tecnologia a Led ha portato la durata commerciale dei lampioni costruiti con questa tecnica ad essere 10 volte superiore rispetto ai tradizionali lampioni, con, in più, un minor inquinamento luminoso e minori emissioni inquinanti a parità di potenza impiegata. Nel comunicato il Kyoto club, dopo aver citato l'esempio del virtuoso comune di Torraca, stima che se l'amministrazione centrale e quelle regionali promovessero un piano nazionale di cinque anni che completasse la conversione di tutte le reti di illuminazione pubblica con lampioni a LED, otterremo i seguenti 4 risultati:

  • Un risparmio di energia elettrica di circa 4 miliardi di kWh corrispondente allo spegnimento o non accensione di una centrale nucleare di piccola taglia pari ad una potenza di circa 570 MW

  • Il poter disporre di ulteriore denaro da rinvestire in altri interventi di efficienza e di riduzione dei consumi energetici, o in altri ambiti di interesse pubblico

  • Lo sviluppo e potenziamento dell'industria italiana del settore della tecnologia a led, con la conseguente creazione di posti di lavoro diretti e dell’indotto, stimati in circa 3.500 addetti.

Porre insomma coraggio e buon senso verso obiettivi semplici e di grande convenienza economico -energetica.

 [Via: Kyoto Club]


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