Mercoledi, 24 Ottobre 2018

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NELL'ULTIMO ANNO L'ACQUA AUMENTA DEL 6,6%, BOLLETTE CRESCIUTE IN 13 ANNI IL DOPPIO DELL'INFLAZIONE


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Dopo aver presentato i risultati del Blu Book 2010risultati
del Blu Book 2010, torniamo a parlare di acqua pubblica per analizzare i risultati dell'Ottava Indagine Nazionale a campione sulle tariffe del servizio idrico in Italia. Si tratta di uno studio realizzato dal Centro Ricerche Economiche, Educazione e Formazione della Federconsumatori Nazionale al fine di fornire un quadro di conoscenza sulle tariffe idriche in Italia. L'indagine si basa su dati raccolti tra marzo e settembre di quest'anno in 72 città capoluogo di provincia italiane.
dai dati raccolti emerge che per un consumo annuo pari a 200 metri cubi d'acqua, i consumatori domestici spendono mediamente 285,37 euro all'anno, ovvero circa 1,43 euro a metro cubo (m3). Profonde le differenze tra le varie città, con Milano (la meno cara) dove la bolletta annua è di 107,79 euro (0,54 euro a m3), mentre a Firenze (la più cara) per la stessa quantità d'acqua i consumatori spendono 447,23 euro (2,24 euro al m3). Secondo Federconsumatori, insomma a Firenze l'acqua costa più di quattro volte in più che a Milano.
Al costo complessivo della bolletta concorrono cinque diverse componenti: la quota fissa, il costo del servizio acquedottistico, il costo del servizio di fognatura, il costo del servizio di depurazione e l'IVA. Il peso medio delle singole componenti sul totale della bolletta è il seguente:

  • quota fissa 5,49% (costo medio di 15,68 euro)

  • costo del servizio acquedotto 46,67% (costo medio di 133,17 euro)
  • costo del servizio di fognatura 11,23% (costo medio 32,04 euro)
  • costo depurazione 27,52% (costo medio di 78,54 euro).
  • Iva 10% dell'imponibile

Così come per i costi complessivi, anche perle percentuali di ogni componente esistono differenze significative nelle varie città italiane. Ad esempio in città “industriali” come Milano, Lecco, Venezia, Verona e Roma il costo di depurazione è superiore a quello di acquedotto, mentre a Napoli, Reggio Emilia, Parma e Pisa (alcuni esempi) il peso del servizio acquedottistico è superiore al 50%.
Federconsumatori sottolinea come positivo l'esempio di Bologna , Terni e Trieste che hanno introdotto tariffe procapite che incentivano il risparmio idrico e penalizzando gli sprechi. Nello specifico è stata fissata una quota limite, al di sotto della quale i cittadini vengono premiati in termini di costi totali, mentre chi la supera viene penalizzato.


CONFRONTO 2009 - 2010
L'indagine ha messo a confronto anche i costi, rilevati quest'anno con quelli del 2009, utilizzando però un campione di 47 città, in quanto non erano disponibili i dati di entrambi gli anni per tutte le città.
Nelle città analizzate la media del 2010 sale a 328, 22 euro, mentre quella del 2009 risulta pari a 309,19 euro (contro i 285,37 delle 72 città riportato in precedenza). Ciò significa che in un anno l'aumento medio per un consumo di 200 m3 di acqua è stato pari a 19,03 euro, ovvero il 6,16% in più. L'aumento massimo percentuale registrato nell'ultimo anno ha interessato la città di Sondrio con una crescita del 23,76%, mentre il record di crescita in valore assoluto appartiene a Forlì con +42,03 euro sul dato 2009. Federconsumatori riporta che dal 2003, con il varo dei nuovi piani di ambito e tariffari con l’adozione del metodo normalizzato, si registrano aumenti medi annui per un consumo di 200 m3, che variano dal 5,15% del 2003 al 6,2% del 2010. Il doppio del tasso di inflazione medio degli ultimi 12 anni, riferito al decennio 1998-2010 e il triplo dell'inflazione registrato negli ultimi 6 anni.


AGEVOLAZIONI TARIFFARIE
L'indagine ha anche analizzato le agevolazioni tariffarie alle famiglie deliberate dalle ATO (ambito territoriale ottimale ). Alle richieste di Federconsumatori hanno risposto 51 ATO, 39 delle quali hanno segnalato l'esistenza di agevolazioni pari al 76% del campione, mentre nelle rimanenti 12 non sono previste agevolazioni.


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Le agevolazioni esistenti si basano sull'indicatore ISEE delle famiglie, per cui al di sotto di un certo reddito ISEE i consumatori possono avere diritto ad uno “sconto” sulla bolletta. In 34 città su 39 sono previste agevolazioni per le famiglie a basso reddito, mentre in 24 città sono presenti anche agevolazioni per le famiglie numerose. Solo in 8 città sono previste agevolazioni per le famiglie in cui ci sia un portatore di Handicap, mentre in 4 è previsto un bonus per gli utenti che si trovano in cassa integrazione o disoccupazione

 

PROPOSTE FEDERCONSUMATORI
L'associazione ha avanzato diverse proposte per migliorare la situazione del sistema idrico italiano. Tra queste segnaliamo l'istituzione di un Autorithy per il servizio idrico integrato, che vigili in merito all'attuazione dei piani di ambito e tariffari e con poteri sanzionatori. Una seconda proposta che ci sentiamo di riportare è la necessità di promozione di una cultura fra gli utenti sul risparmio e sulla qualità della risorsa idrica, attraverso campagne informative, che coinvolgano anche le Associazioni dei consumatori.
Le altre proposte di Federconsumatori, così come il testo dell'indagine sono disponibili, per chi volesse approfondire l'argomento, a questo indirizzo questo
indirizzo.

 

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Si ringrazia l'utente ERIOERIO di flickr per l'immagine



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