Mercoledi, 24 Ottobre 2018

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RAPPORTO ENERGIE RINNOVABILI: UNA CORSA SENZA PILOTA


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Il Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) ha presentato oggi, giovedì 24 luglio, il rapporto 2007 sulle energie rinnovabili 2007. I dati non sono, in vero, molto incoraggianti, sia in riferimento a quanto stanno facendo altri paesi europei sia considerando gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e il traguardo del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020. La semplice analisi dei dati statistici relativi al nostro Paese offre però numerosi spunti positivi come la crescita del 35,8% dell'eolico (dato produzione lorda) nel 2007, rispetto al 2006, oppure il raggiungimento della quota di 150 MW (150,938 MW per la precisione) di potenza fotovoltaica installata. Il ritmo di crescita dell'eolico, incentivato dal nuovo conto energia,è stimabile in 10 Mw al mese, con una crescita di ben 71 MW dall'inizio dell'anno. Spiace tuttavia rilevare come i risultati raggiunti sul campo dall'Italia in un semestre sono eguagliati in un solo mese da un Paese vicino come la Spagna, che secondo i dati riportati da Zeroemission tv ha superato la quota di 1000 Mw installati, con una crescita esponenziale che ha dell'incredibile. Erano infatti” solo” 141 i MW installati nel nel 2006 in territorio spagnolo, Mw che sono diventati 451 a fine 2007 e appunto 1085 Mw oggi. Tornando a noi le brutte notizie arrivano dal settore idroelettrico, la fonte con il maggior peso nella produzione rinnovabile italiana, che, nel 2007, ha fatto segnare un pesante segno meno, pari a 11,2 punti percentuali, rispetto al 2006, con una produzione lorda calata da 36.994,4 Gwh (2006) a 32.815,2 Gwh (2007). Il pesante dato dell'energia idroelettrica non è compensato dai buoni risultati delle altre fonti rinnovabili (incluse le biomasse), per cui il dato globale della produzione lorda da fonti rinnovabili cala di 5,5 punti percentuali rispetto al 2006 (escludendo stime Fotovoltaici).

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Purtroppo, nonostante i presupposti quello che pare mancare è la buona volontà di chi ci pilota , per nulla orientato al ricorso verso le fonti rinnovabili, dimostrando, a mio avviso scarsa lungimiranza. Il tema delle rinnovabili come ricetta energetica per il futuro è stato recentemente affrontato, all'Euroscience Open Forum di Barcellona, durante il quale è stato presentato un progetto di un impianto fotovoltaico nel Sahara in grado di risolvere i bisogni energetici dell'Europa. Il progetto, (riportato dal Guardian) stima che ciò sarebbe possibile semplicemente catturando lo 0,3% della luce che cade nel deserto africano. Tutto questo ad un costo di 450 miliardi di euro, parte dei quali impiegati per la costruzione di linee ad alto voltaggio che trasferiscano l'energia prodotta in Europa. Nell'occasione della presentazione del progetto Arnulf Jaeger-Walden dell'istituto per l'energia della commissione Europea, ha anche tenuto una precisazione sempre in tema di energia fotovoltaica, che dovrebbe far fischiare le orecchie dei nostri amministratori, sa quand'anche farli arrossire per la vergogna. Jaeger-Walden ha affermato che la costruzione di un impianto fotovoltaico pari a quello di Leipzig in Germania, nell'Italia Meridionale, grazie alla miglior esposizione dei moduli, consentirebbe di ottenere energia elettrica ad un prezzo inferiore rispetto a quello pagato dai consumatori. Un po' come a dire che il nostro contributo in questo campo si limita a fare da termine di paragone negativo rispetto ad un paese virtuoso che da anni si impegna nella ricerca e sviluppo di soluzioni pulite al problema dell'Energia.

APPROFONDIMENTI
L'impianto di Leipzig in Germania è il più grande impianto fotovoltaico del mondo con una potenza di 5 Mw installate. L'impianto è composto da ben 33500 pannelli fotovoltaici disposti su un area di 16 ettari, che contribuiscono al sostentamento energetico di 18000 abitazioni per un risparmio annuo in termini di emissioni di CO2 pari a 3700 tonnellate.

[Via : Il portale del sole]


CREDIT
Si ringrazia l'utente
iabo77 di flickr per l'immagine


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