Giovedi, 15 Novembre 2018

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Studenti

Vendita Tesi Di Laurea: Analisi degli Aspetti Legali

tesi di laurea, universitàNella recente riscoperta della lotta all’evasione fiscale è stato coinvolto anche il settore universitario: oltre a lezioni private in nero emerge il business della vendita delle tesi di laurea. Si tratta di una tendenza talmente accettata pacificamente che online se ne parla senza giri di parole nei forum. Il prezzo per una tesi di laurea cambia a seconda della facoltà e che si tratti di laurea triennale o di laurea specialistica: si va in media dai 450 ai mille euro (escluse eventuali traduzioni o materiale da comprare sotto richiesta del professore). Sono previsti anche pagamenti a rate, con la consegna del lavoro parziale e graduale. I tempi sono incredibilmente rapidi: perfino due settimane possono bastare se lo studente ha le idee chiare su argomento e indice.

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La Partecipazione Dei Giovani Italiani Al Sistema Formativo è tra le Più Basse d'Europa

sistema formativo, formazione, giovaniLa partecipazione dei giovani al sistema formativo rappresenta un elemento fondamentale non solo per la crescita personale delle competenze e delle conoscenze, ma anche per la crescita del Paese. Un Paese i cui giovani non studiano non ha la possibilità di competere a livello internazionale dal punto di vista economico e rimane “indietro” anche dal punto di vista sociale , con il rischio di pericolose derive antidemocratiche. Non è il caso dell'Italia, un Paese dalla cultura millenaria e per lunghi periodi culla del sapere, che, però , sembra sempre più rimanere indietro rispetto ai Paesi Ue per quanto riguarda la partecipazione dei giovani al sistema di formazione.
Secondo quanto riporta l'Istat, nel 2009 (ultimo anno disponibile) il tasso di partecipazione dei giovani in età 15-19 anni si attesta all'81,9% mentre, la partecipazione al sistema di formazione dei giovani di età compresa tra i 20 e i 29 si attesta al 21,9%.  

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I Laureati in Giurisprudenza Disoccupati Fanno Causa All’Università

università, lavoro, giurisprudenzaScegliere di laurearsi in giurisprudenza comporta sacrificio, non solo economico ma anche a livello di impegno. E purtroppo non sempre, usciti dall’Università, questa scelta viene ripagata a livello professionale. Abbiamo visto infatti che secondo un'indagine di Unioncamere i laureati in ambito giuridico legale sono tra quelli meno richiesti dalle aziende, anche se rispetto al passato la domanda sta crescendo con percentuali significative. Non si tratta di un problema solo italiano: secondo i dati dell’Università newyorkese nei primi nove mesi dalla laurea solo una bassa percentuale compresa tra il 2% e il 12% trova un impiego adeguato al titolo di studio. Ma negli USA 75 laureati in giurisprudenza hanno deciso di ribellarsi a questa sconfortante statistica. Organizzati in gruppo hanno intrapreso 15 cause legali per la richiesta di risarcimento pari a 200 milioni di dollari nei confronti delle rispettive università di origine.

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Le Migliori Città Al Mondo per gli Studenti

Università, studenti, Parigi, La SorbonaQuali sono le migliori città al mondo per gli studenti universitari? A questa domanda ha provato a dare una risposta QS, società che si occupa di monitorare la qualità della formazione universitaria e post universitaria nel mondo, con il “QS Best Student Cities ranking”, una classifica delle 50 migliori città al mondo per gli studenti.
Per stilare la classifica è stata seguita una metodologia rigorosa, che per prima cosa ha considerato le città con almeno 250 mila abitanti e con almeno due istituzioni scolastiche universitarie presenti negli archivi QS. Secondariamente le città sono state analizzate e in base a 12 indicatori, suddivisi in cinque categorie: rankings, student mix, qualità della vita, attività dei datori di lavoro e accessibilità.
A ognuno di questi parametri è poi stato assegnato un punteggio, la cui somma ha decretato le posizioni in classifica delle varie città.  

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Scienze Della Comunicazione, i Miti da Sfatare e il Rapporto con gli Altri Corsi di Laurea

Scienze della Comunicazione, lavoro, LaureaSul corso di laurea in Scienze della Comunicazione se ne sono dette tante, speculando soprattutto su alcuni pregiudizi che lo hanno reso, nel corso degli ultimi anni, uno dei corsi più screditati d’Italia. E’ troppo facile. I voti vengono regalati. Crea disoccupati. Non serve a nulla. Questo è solo un rapido excursus dei pregiudizi che interessano Scienze della Comunicazione.
Il problema è quando le critiche arrivano non dal senso comune ma dalle istituzioni. Allora sì che il pregiudizio diventa stigma, un’etichetta quasi indelebile che macchia i titoli di studio di decine di migliaia di studenti in tutta Italia.
Fu l’allora ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini ad andare addosso al già bistrattato corso di laurea, affermando durante una celebre puntata di Ballarò del gennaio 2011 che “piuttosto che tanti corsi di laurea inutili in Scienze delle comunicazion-i (riuscì a sbagliare persino il nome ndr) o in altre amenità, servono profili tecnici competenti che incontrino l’interesse del mercato del lavoro”.

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