Lunedi, 20 Novembre 2017

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CAMBIA IL RUOLO DEI PRESIDI: MAGGIORI POTERI DI SANZIONE NEI CONFRONTI DI INSEGNANTI E PERSONALE ATA


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Il Ministero dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca con la circolare n 88 di recente pubblicazione si è adeguato a quanto previsto dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, sulle misure disciplinari volute dal ministro Brunetta, in ambito scolastico. Tra le novità figura la possibilità per i presidi degli istituti scolastici di poter “punire” gli insegnanti.
Una novità decisamente rilevante, dunque, per gli 800 mila insegnanti italiani (supplenti compresi) così come per i 230 mila lavoratori Ata, visto che la nuova circolare si appresta a rendere privi di rilevanza i consigli di disciplina.
Questi consigli fino ad ora, infatti erano obbligatori per prendere decisioni in merito ad eventuali sanzioni da comminare al personale.
Secondo la nuova normativa, i presidi avranno il potere di decidere in via del tutto esclusiva le sanzioni ai docenti cosiddette di “minore gravità”. Ovvero quelle superiori al semplice richiamo verbale ed inferiori alla sospensione momentanea dal servizio con privazione della retribuzione per oltre 10 giorni. Gli insegnanti ed il personale Ata avranno la facoltà di difendersi, ma sarà comunque il preside a decidere se archiviare il caso o procedere con la sanzione.
Nel caso di decisioni più importanti, quali appunto la sospensione dal servizio con interruzione della retribuzione superiore ai 10 giorni, la decisione definitiva spetta invece agli uffici scolastici regionali. Al dirigente scolastico rimane comunque la possibilità di sospendere il docente nel caso in cui sussistano “gravi ed urgenti motivi”, come nel caso di violazione dei diritti degli studenti. La sospensione di un docente può essere comminata solo se preceduta dall’attivazione di un procedimento disciplinare o in caso di pendenza di un procedimento penale.

 


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Cambia notevolmente, dunque, il ruolo del dirigente scolastico, che potrà ora esercitare un’autorità più chiara e definita nei confronti non solo degli alunni ma anche dei docenti impegnati presso la scuola in questione. Un ruolo dirigenziale sempre più vicino a quello di un manager e di un datore di lavoro privato, così come a quello degli altri ruoli di dirigenza nel settore pubblico.
Dall'altra parte però tra i nuovi obblighi del preside vi è quello di intervenire solamente per reprimere le condotte antidoverose degli insegnanti, mentre non è di discussione, neppure indirettamente, l'autonomia della funzione docente".
Un punto, quest'ultimo, che ha catturato l'attenzione delle organizzazioni sindacali. Secondo la Flc-Cgil questa novità potrà comportare dei rischi di gestione unilaterale e la perdita di diritti dei lavoratori (docenti).

 

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