Giovedi, 19 Ottobre 2017

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IN CALO LE PRESENZE TURISTICHE NEGLI ALBERGHI, PAURA PER GLI EFFETTI DI IMU E TASSA DI SOGGIORNO


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Le presenze negli alberghi italiani sono calate nello scorso anno dello 0,5% rispetto al 2009, raggiungendo complessivamente la quota di 254, 4 milioni. È questo uno dei dati emersi da un'indagine dell'Osservatorio Turistico-Alberghiero di Federalberghi, realizzata su un campione di 1100 strutture e presentata nel corso della sessantunesima Assemblea Generale Ordinaria.
Secondo Federalberghi le presenze dei clienti italiani sono diminuite dell'1,5% rispetto al 2009 (137,7 milioni in totale), mentre quelle degli stranieri sono aumentate dello 0,8% ( pari a 107,7 milioni). In generale, ad esclusione dei mesi di marzo (+1%) e di luglio (+3,1%), la domanda complessiva ha mostrato una perdita costante lungo tutto il corso dell'anno. Allo stesso modo la domanda dei clienti italiani, che è risultata  negativa complessivamente del 2,7%, (soprattutto nel mese di maggio -9,9%), ha fatto registrare anche dei valori positivi, specialmente ad  aprile (+4,4%) ed ottobre (+3,5%). La domanda degli italiani ha seguito le dinamiche degli anni scorsi, concentrandosi nei mesi estivi (giugno-settembre), periodo in cui si è registrato il 57,7% del totale e che vede in agosto il mese di punta massima (21,1%).
Per quanto riguarda gli stranieri, invece, la domanda si è distribuita su un periodo più ampio che va da aprile ad ottobre, con una somma di presenze pari al 76,6%, in special modo nei mesi più caldi dell'estate(luglio 14,7% e agosto 12,8%).
Negli scorsi dodici mesi le uniche tipologie turistiche che hanno fatto registrare un aumento della domanda sono state quelle delle località termali (+1,9%), dove la presenza di italiani e di stranieri è cresciuta rispettivamente dello 0,6% e del 4%. Per tutte le altre, invece, si è registrata una sfilza di risultati negativi: località montane -2,7% ( di cui italiani -2,6% e stranieri -2,8%), città d'affari -1,4%, (di cui -2,7% italiani e +2,6% stranieri), località lacuali -0,7% (di cui +2,3% italiani e -1,8% stranieri), città d’arte maggiore e minore -0,6% (di cui -1,8% italiani e +0,1% stranieri). Le località marine invece sono sostanzialmente stabili (-0,1% ), facendo registrare un calo dell'1% dei clienti italiani, ma un aumento del 2% di quelli stranieri.
Quanto alla nazionalità di provenienza dei turisti stranieri, nel periodo giugno-dicembre, la componente proveniente dal Regno Unito ha fatto registrare un aumento del 14,4%, seguita da quella giapponese (+8,9%), dagli americani (+5,6%) e dai tedeschi (+3,8%). In calo invece i turisti provenienti dal Canada (-6,2%) i francesi (-4,3%), ii belgi (-1,6%)  e gli austriaci (-1,2%)



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TASSA DI SOGGIORNO E IMU, L'OPINIONE DI FEDERALBERGHI
Nel commentare i dati il Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, ha sottolineato come il turismo sia riuscito a tenere complessivamente la posizione del 2009, realizzando una stagnazione rinvigorita esclusivamente da una lieve ripresa della domanda estera.
Bocca, ha voluto anche commentare l'introduzione della tassa di soggiorno, prevista nel decreto del federalismo municipale, evidenziando che si tratta di una misura che: “mal si concilia con l’andamento del settore e del comparto, per il quale nel corso del 2010 abbiamo assistito ad una contrazione del 3,6% dei lavoratori per contenere i costi aziendali”. “E tassa -ha concluso il Presidente degli albergatori italiani- che affiancata all’IMU vedrà vertiginosamente crescere l’aggravio fiscale delle imprese turistiche”.  Per la sola IMU, infatti, i calcoli dell’Ufficio Studi della Federazione stimano un incremento di tassazione del 19%. Ricordiamo in proposito che secondo una recente indagine della Cgia di Mestre, con l'IMU ogni impresa rischierà un aumento delle tasse medio di 410 euroIMU
ogni impresa rischierà un aumento delle tasse medio di 410 euro.

   


 

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